
Rosalia Novelli: la pittrice che ha illuminato il barocco siciliano
La formazione nella bottega del padre Pietro Novelli

Pietro Novelli, Santa Rosalia in Gloria, 1603-1647 circa, olio su tela, 204 x 180 cm, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid.
Nel panorama della pittura barocca del Seicento, dominato quasi esclusivamente da figure maschili, la presenza di artiste donne rappresenta un elemento tanto raro quanto significativo. Tra queste emerge la figura di Rosalia Novelli, pittrice palermitana attiva nella seconda metà del XVII secolo, la cui produzione artistica, sebbene non vasta, testimonia il ruolo importante che alcune donne riuscirono a conquistare nel mondo dell’arte dell’epoca. La sua vicenda personale e professionale si intreccia strettamente con quella del padre, il celebre pittore Pietro Novelli, dal quale ereditò formazione, stile e sensibilità artistica.
Rosalia Novelli nacque a Palermo nel 1628 in un ambiente profondamente immerso nella cultura artistica. Il padre, noto come uno dei più importanti pittori siciliani del Seicento, gestiva una bottega frequentata da artisti, allievi e committenti. Fu proprio in questo contesto che Rosalia ebbe l’opportunità di apprendere le tecniche della pittura fin da giovanissima. Come accadeva spesso per le figlie di artisti, la sua formazione avvenne in ambito domestico, all’interno della bottega familiare, dove poteva osservare direttamente il lavoro del padre e copiarne i modelli. Questo apprendistato influenzò profondamente il suo stile, tanto che molte sue opere risultano difficili da distinguere da quelle paterne.
La Palermo del Seicento era un importante centro culturale, aperto alle influenze artistiche provenienti dal resto d’Italia e dall’Europa. In particolare, la pittura fiamminga esercitò un ruolo significativo nella formazione degli artisti locali. Anche Rosalia Novelli assimilò queste influenze, sviluppando una sensibilità per gli effetti luministici e per la resa dei contrasti tra luce e ombra. Il suo linguaggio pittorico si colloca quindi all’interno di quella corrente definita “fiandro-novellesca”, che univa la tradizione locale alle suggestioni nordiche, dando vita a una pittura intensa e ricca di pathos.
La vita e le opere di Rosalia Novelli

Rosalia Novelli, Immacolata Concezione, collezione privata.
Nonostante le difficoltà che le donne incontravano nel mondo artistico del tempo, Rosalia riuscì a ritagliarsi uno spazio autonomo. La sua attività non si limitò alla produzione di opere, ma si estese anche all’insegnamento: è documentato infatti che, intorno ai cinquant’anni, impartì lezioni di disegno e pittura ad Anna Fortino, artista specializzata nella ceroplastica. Questo aspetto testimonia il riconoscimento delle sue competenze e la sua posizione autorevole all’interno dell’ambiente artistico locale.
Le opere attribuite con certezza a Rosalia Novelli sono poche, ma significative. Tra queste spiccano due dipinti datati al 1663, che rappresentano esempi importanti della sua produzione matura. In essi emerge una forte attenzione alla composizione e alla resa espressiva delle figure sacre, elementi tipici della pittura barocca, che mirava a coinvolgere emotivamente l’osservatore. Le scene religiose dipinte dall’artista si distinguono per l’uso sapiente della luce, che contribuisce a creare atmosfere intense e spirituali. La delicatezza dei volti e la morbidezza dei drappeggi rivelano una sensibilità raffinata e una solida padronanza tecnica.
Accanto alle opere certe, esiste un gruppo di dipinti attribuiti a Rosalia Novelli con minore sicurezza. Questa incertezza è dovuta soprattutto alla forte somiglianza stilistica con il padre e alla pratica, comune nelle botteghe dell’epoca, della collaborazione tra più artisti nella realizzazione di uno stesso lavoro. È quindi possibile che alcune opere siano state eseguite congiuntamente o che Rosalia abbia completato dipinti iniziati dal padre. Questa situazione rende complessa la ricostruzione completa del suo catalogo, ma allo stesso tempo sottolinea la stretta relazione artistica tra i due.
La vita privata di Rosalia Novelli fu segnata da eventi personali che influenzarono anche la sua attività artistica. Si sposò una prima volta con Carlo Durante, ma rimase vedova dopo circa un anno di matrimonio. Successivamente si unì in seconde nozze con Diego Bono, segretario del Regno di Sicilia. Dopo questo matrimonio, firmò alcune opere con il cognome del secondo marito, circostanza che ha contribuito ulteriormente alla difficoltà di attribuzione di alcuni lavori.
La riscoperta di Rosalia Novelli

Rosalia Novelli, Madonna con Bambino, collezione privata.
L’importanza di Rosalia Novelli nella storia dell’arte risiede non soltanto nella qualità della sua produzione, ma anche nel valore simbolico della sua presenza come donna pittrice in un contesto dominato dagli uomini. La sua attività dimostra che, pur tra molte limitazioni sociali, alcune donne riuscirono a partecipare attivamente alla vita artistica e a lasciare un segno significativo. La sua figura rappresenta quindi un esempio prezioso per comprendere il ruolo femminile nell’arte del Seicento e l’evoluzione della pittura barocca in Sicilia.
Oggi Rosalia Novelli è considerata una protagonista ancora poco conosciuta, ma di grande interesse per gli studiosi. Il recupero della sua figura contribuisce a restituire visibilità a una tradizione artistica femminile spesso trascurata e a valorizzare il contributo delle donne alla storia dell’arte. La sua vicenda, legata a quella della bottega paterna e al contesto culturale palermitano, rappresenta un tassello importante per comprendere la complessità e la ricchezza della pittura barocca siciliana.
In copertina: Pietro Novelli, Santa Rosalia in Gloria, 1603-1647 circa, olio su tela, 204 x 180 cm, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid. Dettaglio dello sguardo della Santa.