cover Rosalba Carriera: il trionfo del pastello

Rosalba Carriera: il trionfo del pastello

La pittrice del rococò veneziano e la carriera europea tra miniature in avorio, tabacchiere e ritratti in pastello
7'
L'artista del mese

Venezia: città proto-femminista tra Seicento e Settecento

Frontespizio dell'opera di Lucrezia Marinelli dal titolo La nobiltà et l'eccellenza delle donne - co' difetti et mancamenti de gli huomini.

Frontespizio dell'opera di Lucrezia Marinelli dal titolo La nobiltà et l'eccellenza delle donne - co' difetti et mancamenti de gli huomini.

Venezia, tra XVI e XVII secolo, rappresentò uno dei contesti più aperti e dinamici per la presenza femminile nelle arti e nella cultura, offrendo opportunità relativamente rare nel panorama europeo dell’epoca. In questo ambiente si inserisce il passaggio di Artemisia Gentileschi, che soggiornò e lavorò a Venezia alla fine degli anni Venti del Seicento, trovando committenze e un clima artistico favorevole alla sua produzione, segnata da una forte affermazione professionale autonoma. Nello stesso contesto si sviluppa l’esperienza di Giulia Lama, figura singolare per la sua formazione artistica e intellettuale, capace di muoversi tra pittura e poesia e di inserirsi, seppur con difficoltà, nel sistema delle accademie e delle commissioni pubbliche veneziane.

Accanto a lei, anche Giovanna Garzoni contribuì a consolidare la presenza femminile nella pittura, distinguendosi per le sue nature morte di straordinaria precisione e raffinatezza, richieste dalle corti italiane ed europee. Parallelamente, Venezia fu un centro fondamentale anche per la produzione letteraria femminile: autrici come Moderata Fonte, Lucrezia Marinelli e Arcangela Tarabotti svilupparono testi di forte valore proto-femminista, difendendo l’educazione delle donne, criticando le strutture patriarcali e rivendicando una piena dignità intellettuale e morale. In questo intreccio tra arti visive e letteratura, Venezia si configurò come un raro spazio di elaborazione culturale femminile, capace di dare voce e visibilità a talenti che altrove sarebbero rimasti ai margini. Non è un caso dunque, che la storia di una delle protagoniste della pittura del Settecento, si sviluppi proprio da Venezia, sua città natale.

I primi passi di Rosalba Carriera come miniaturista e artigiana

Rosalba Carriera, Miniatura su avorio raffigurante dama con maschera, 9 x 11 cm, collezione privata. © Cambi Casa d'Aste

Rosalba Carriera, Miniatura su avorio raffigurante dama con maschera, 9 x 11 cm, collezione privata. © Cambi Casa d'Aste

Rosalba Carriera è una figura centrale nella storia dell’arte europea, non solo per il suo innegabile talento pittorico, ma anche per il ruolo fondamentale che ebbe nella diffusione dello stile rococò e nell’affermazione delle donne artiste in un contesto ancora fortemente dominato dagli uomini.

Nata a Venezia tra il 1673 e il 1675, Rosalba crebbe in un ambiente modesto ma creativo: il padre era un funzionario, mentre la madre lavorava come merlettaia. Proprio da questa attività artigianale derivò la sua straordinaria sensibilità per il dettaglio e per le superfici decorative, che avrebbe poi trasferito nella pittura.

All’inizio della sua carriera, Carriera si dedicò alla realizzazione di miniature su avorio e decorazioni per tabacchiere, oggetti molto richiesti dai viaggiatori del Grand Tour. Questo tipo di produzione le consentì di entrare in contatto con una clientela internazionale e di affinare una tecnica precisa e raffinata.

Il primato del pastello

Rosalba Carriera, Autoritratto con il ritratto della sorella ,1715, pastello su carta, 71 x 57 cm, Gallerie degli Uffizi, Firenze.

Rosalba Carriera, Autoritratto con il ritratto della sorella ,1715, pastello su carta, 71 x 57 cm, Gallerie degli Uffizi, Firenze.

Il vero punto di svolta nella carriera di Rosalba Carriera fu l’adozione e la trasformazione del pastello in una tecnica pittorica autonoma e prestigiosa. Prima di lei, il pastello era considerato un medium connesso alla fase di progettazione del lavoro, adatto per realizzare schizzi o studi preparatori; la Carriera lo elevò a mezzo nobile, capace di competere con la pittura a olio.

Le sue opere si distinguono per la delicatezza cromatica, la morbidezza dei volti e la capacità di rendere con straordinaria sensibilità tessuti, incarnati e acconciature. Questo stile rispondeva perfettamente al gusto rococò, fatto di eleganza, leggerezza e raffinatezza, e contribuì in modo decisivo alla diffusione di questa estetica in tutta Europa.

Nel 1705, grazie anche all'intermediazione del suo amico Cristiano Cole, è accettata all'Accademia di San Luca a Roma, con l'opera Fanciulla con colomba.

La sua fama cresce rapidamente e nel 1708 esegue il ritratto di Federico IV di Danimarca che per alcuni mesi soggiorna a Venezia, mentre è di qualche anno più tardi l'autoritratto, conservato agli Uffizi, divenuto una delle sue opere più celebri. Con una reputazione già solida alle spalle, nel 1720 parte per Parigi insieme al cognato Giovanni Antonio Pellegrini, che avrà molta influenza sul suo stile pittorico, e la sorella Giovanna.

Il successo europeo: la carriera tra Parigi e Vienna

Rosalba Carriera, Ritratto di Luigi XV, 1721 circa, pastello su carta, 50,5 x 38,5 cm, Gemäldegalerie, Dresda.

Rosalba Carriera, Ritratto di Luigi XV, 1721 circa, pastello su carta, 50,5 x 38,5 cm, Gemäldegalerie, Dresda.

La fama di Rosalba Carriera si diffuse dunque rapidamente oltre Venezia. Nel 1720 fu invitata a Parigi dal collezionista Pierre Crozat, amico di Antoine Watteau e noto estimatore di quadri, che diventa anche suo amico. Durante il suo soggiorno parigino, che dura un anno e mezzo, realizza circa una quarantina di ritratti di cui il più noto è quello del giovane Luigi XV, attualmente conservato presso il Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. In Francia ottenne un successo straordinario, realizzando numerosi ritratti per l’aristocrazia francese e durante il soggiorno parigino viene accolta nell’Académie royale de peinture et de sculpture, con nomina il 26 ottobre 1720. Si tratta di un riconoscimento eccezionale, soprattutto per una donna. Il suo stile influenzò profondamente il gusto della corte francese, contribuendo alla definizione del linguaggio rococò.

Rosalba é ammirata dai contemporanei per il suo eclettismo, è infatti anche apprezzata come conversatrice, cantante e conoscitrice di musica. Si discosta decisamente dallo stereotipo femminile, tuttora imperante nell'immaginario collettivo, della dama settecentesca tutta frivolezze, tanto da creare lei stessa una sorta di circolo a cui appartengono personaggi illustri dell'ambiente artistico e letterario.

Pochi anni dopo, nel 1723 è invitata a Modena dal duca Rinaldo d'Este per realizzare alcune opere tra cui i ritratti delle sue figlie. Nel 1725 dipinge una delle sue opere più conosciute, una Madonna oggi conservata presso il Museo del Settecento veneziano. Sempre nello stesso anno, si trova a dipingere le Quattro stagioni per il diplomatico inglese Joseph Smith, il quale possedeva già circa una ventina di pastelli della Carriera. L'artista spedirà in Inghilterra prima la Primavera e l'Autunno e solo in un secondo tempo, anche l'Estate e l'Inverno. I quadri entrano nella collezione reale inglese nel 1762 e Giorgio III fa appendere proprio l'Estate e l'Inverno nella sua camera da letto di Buckingham Palace.

Commissioni importanti arrivano da tutta Europa e tra maggio e ottobre 1730 Rosalba Carriera si reca a Vienna, chiamata dall'imperatore Carlo VI per eseguirne il ritratto, oggi perduto. Qui divenne persino insegnante dell’imperatrice. Le sue opere entrarono nelle più importanti collezioni europee, da Dresda a Londra, consolidando la sua fama internazionale.

Nonostante il successo, la vita di Rosalba Carriera fu segnata anche da difficoltà personali. La morte della sorella e, soprattutto, la progressiva perdita della vista negli ultimi anni compromisero la sua attività artistica. Dopo tentativi falliti di intervento, divenne completamente cieca e trascorse gli ultimi anni in solitudine a Venezia, dove morì nel 1757.

La recente scoperta: una nuova opere di Rosalba Carriera

Rosalba Carriera, Ritratto di Coulson Fellowes, collezione privata, Inghilterra.

Rosalba Carriera, Ritratto di Coulson Fellowes, collezione privata, Inghilterra.

Nel settembre 2025, una nuova opera è entrata a far parte del catalogo della pittrice Rosalba Carriera. Presso la casa d’aste Cheffins di Cambridge, il Ritratto di Coulson Fellowes è riemerso ed è stato reintrodotto sul mercato dopo essere rimasto per oltre tre secoli nella stessa famiglia. Durante l’asta, l’opera ha raggiunto le 508.000 sterline (circa 583.000 euro), stabilendo un nuovo record assoluto per l’artista. Il dipinto raffigura Coulson Fellowes all’età di 28 anni ed è stato realizzato nel 1724, durante il suo soggiorno veneziano.

Presentato per la prima volta sul mercato dopo oltre tre secoli, il ritratto ha suscitato un vivace interesse tra offerenti britannici e internazionali. Dopo una competizione serrata, è stato infine aggiudicato telefonicamente a un collezionista privato con sede nel Regno Unito.

La stima iniziale, compresa tra 15.000 e 25.000 sterline (17.000–29.000 euro), è stata ampiamente superata, confermando il crescente interesse per l’artista veneziana, già celebre ai suoi tempi e oggi riconosciuta come figura centrale della ritrattistica del Settecento. Il precedente record apparteneva a un altro suo pastello, il Ritratto di Gustavus Hamilton, venduto a New York nel 2002 per 421.250 sterline. L’asta di Cambridge segna dunque una nuova soglia, sancendo definitivamente il valore storico e artistico dell’opera di Rosalba Carriera.

L'influenza di Rosalba Carriera

Jean-Étienne Liotard, La bella cioccolatiera, 1743-1744, pastello su vellum, 82,5 cm × 52,5 cm, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda.

Jean-Étienne Liotard, La bella cioccolatiera, 1743-1744, pastello su vellum, 82,5 cm × 52,5 cm, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda.

L’influenza di Rosalba Carriera sulla produzione artistica a lei contemporanea e successiva fu ampia e concreta, incidendo profondamente sulla ritrattistica europea tra Sette e Ottocento. Già tra i contemporanei, il francese Maurice Quentin de La Tour sviluppò il pastello in chiave psicologica e luministica, come nel celebre Ritratto di Madame de Pompadour, mostrando una sensibilità affine alla resa morbida e vibrante della Carriera. Analogamente, Jean-Étienne Liotard, attivo nelle corti europee, adottò una precisione quasi miniaturistica e una luminosità degli incarnati che richiamano direttamente la lezione veneziana, evidente ad esempio ne La bella cioccolatiera. Anche Anton Raphael Mengs, pur orientato verso il Neoclassicismo, assimilò l’eleganza e la chiarezza formale della ritrattistica della Carriera nelle sue opere più giovanili.

Tra gli artisti successivi, l’eredità della Carriera è senza dubbio riconoscibile anche nell’opera di Élisabeth Vigée Le Brun, che nei suoi ritratti aristocratici – come quelli di Maria Antonietta – riprende la grazia, la luminosità e l’immediatezza espressiva tipiche del pastello veneziano, pur traducendole nella pittura a olio. Anche John Russell, autore del trattato "The Elements of Painting with Crayons" (1772), contribuì alla diffusione tecnica del pastello in Inghilterra, partendo da una tradizione ormai consolidata grazie alla Carriera. Più in generale, la sua opera favorì la piena affermazione del pastello come mezzo autonomo e prestigioso, influenzando una lunga linea di ritrattisti europei che ne svilupparono le potenzialità espressive nei decenni successivi.

In copertina: Rosalba Carriera, Autoritratto con il ritratto della sorella, 1715, pastello su carta, 71 x 57 cm, Gallerie degli Uffizi, Firenze. Dettaglio del volto della pittrice.