
Evelyn De Morgan: la preraffaellita che guardava alla pittura di Sandro Botticelli
La pittura di Evelyn De Morgan: sintesi tra preraffaellismo e simbolismo

Evelyn De Morgan, La Notte e il Sonno, 1878, olio su tela, De Morgan Collection, Barnsley. © Trustees of the De Morgan Foundation
Evelyn De Morgan (Londra, 30 agosto 1855 – Londra, 2 maggio 1919) fu una delle figure più originali della pittura inglese tardo-ottocentesca. Spesso associata al movimento dei Preraffaelliti, la sua opera combina l’estetica preraffaellita con un profondo interesse per il simbolismo spirituale e per la pittura rinascimentale italiana. Tra i modelli più importanti per l’artista spicca Sandro Botticelli, il cui linguaggio figurativo e compositivo influenzò in modo decisivo alcune delle sue opere più celebri. Attraverso frequenti soggiorni a Firenze e lo studio diretto dei maestri del Quattrocento, De Morgan sviluppò uno stile personale che unisce spiritualità, allegoria e un ideale di bellezza femminile di chiara ascendenza botticelliana.
Nata a Londra nel 1855, Evelyn Pickering (poi De Morgan) si formò alla Slade School of Art, una delle poche accademie che permettevano alle donne di studiare con modelli dal vero. Sin dall’inizio dimostrò una forte indipendenza artistica e una grande ambizione professionale. Il suo percorso si intrecciò con la seconda generazione dei preraffaelliti, in particolare con l’influenza del pittore Edward Burne-Jones e del suo stesso zio, l’artista John Roddam Spencer Stanhope, che viveva a Firenze.
Il movimento preraffaellita mirava a recuperare la purezza della pittura precedente a Raffaello, privilegiando: attenzione minuziosa al dettaglio, colori intensi e luminosi, soggetti medievali, mitologici e simbolici e la centralità della figura femminile. De Morgan condivise questi principi, ma li reinterpretò in chiave più spirituale e allegorica. Molte sue opere esplorano temi come l’anima, la morte, la redenzione e l’emancipazione femminile.
La maturità artistica

Evelyn De Morgan, Cadmo e Armonia, 1977, olio su tela, De Morgan Collection, Barnsley. © Trustees of the De Morgan Foundation
Nel corso degli anni Settanta dell’Ottocento De Morgan iniziò a esporre i propri lavori in importanti gallerie britanniche. Le sue prime opere vennero presentate alla Dudley Gallery di Londra e successivamente alla prestigiosa Grosvenor Gallery, uno dei centri espositivi più importanti dell’arte vittoriana.
Il suo stile si collocava nell’orbita del movimento preraffaellita, anche se la sua pittura sviluppò caratteristiche personali legate al simbolismo e alla spiritualità. Fu influenzata in particolare dall’artista preraffaellita Edward Burne-Jones, il cui linguaggio decorativo e allegorico segnò profondamente la sua produzione. A partire dal 1875 compì diversi viaggi a Firenze per visitare lo zio Spencer Stanhope, che vi risiedeva stabilmente. Questi soggiorni le permisero di studiare direttamente l’arte del Rinascimento italiano, in particolare quella di Sandro Botticelli, che influenzò notevolmente la sua concezione della figura femminile e della composizione pittorica.
L'influenza di Sandro Botticelli e della pittura rinascimentale

Evelyn de Morgan, Flora, 1894, olio su tela, 199 x 88 cm, collezione Wightwick Manor.
Senza dubbio elemento fondamentale nella formazione di De Morgan fu il contatto diretto con la pittura rinascimentale italiana. A partire dal 1875 l’artista trascorse lunghi periodi a Firenze, dove studiò da vicino i maestri del Quattrocento, in particolare Botticelli. L’influenza dell’artista fiorentino non si limitò a un semplice riferimento stilistico. De Morgan realizzò studi e copie delle sue opere e assimilò alcuni tratti fondamentali della sua pittura: eleganza lineare delle figure, postura sinuosa e contrapposta, idealizzazione della bellezza femminile e ambientazioni mitologiche e simboliche. Questo dialogo tra Rinascimento e Preraffaelliti contribuì alla definizione di uno stile che appare insieme arcaizzante e moderno.
Uno degli esempi più evidenti dell’influenza botticelliana è il dipinto Flora. L’opera rappresenta la dea romana dei fiori immersa in un paesaggio primaverile, mentre sparge petali dal suo abito riccamente decorato. La composizione richiama chiaramente due capolavori di Botticelli: la Primavera e la Nascita di Venere. Secondo gli studi della De Morgan Foundation, la posa allungata e leggermente inclinata della figura ricorda la grazia della Venere botticelliana, mentre i motivi floreali del vestito e del paesaggio rimandano alla figura di Flora nella Primavera. Il risultato non è una copia, ma una reinterpretazione vittoriana: la figura appare più monumentale e spiritualizzata, tipica dell’immaginario simbolista di De Morgan. Altro esempio significativo è Cadmo e Armonia (1877): il soggetto iconografico tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, mostra i due protagonisti nel momento in cui Cadmo si trasforma in serpente. La posa della figura femminile, Armonia, richiama chiaramente quella della Venere botticelliana, anche se reinterpretata e invertita nella composizione. Qui l’influenza rinascimentale emerge soprattutto nella: postura sinuosa del corpo, nell'idealizzazione anatomica e nella centralità della figura femminile.
Gli ultimi anni di Evelyn De Morgan: tra impegno sociale e pacifismo

Evelyn De Morgan, Gli spiriti della tempesta, 1900 circa, olio su tela, De Morgan Collection, Barnsley. © Trustees of the De Morgan Foundation
Negli ultimi anni della sua carriera l’artista affrontò temi politici e sociali, in particolare la condanna della guerra. Le sue opere reagirono a eventi storici come la guerra boera e soprattutto la Prima guerra mondiale, che De Morgan interpretò attraverso allegorie simboliche e immagini visionarie. Le sue tele rappresentavano spesso figure femminili che simboleggiavano speranza, pace e redenzione, mostrando la convinzione dell’artista che l’arte potesse trasmettere valori spirituali e morali. Parallelamente De Morgan sostenne anche le cause femministe e il movimento per il suffragio femminile, contribuendo a diffondere un’immagine della donna forte, autonoma e simbolicamente centrale nella cultura visiva dell’epoca.
Nel 1917 morì il marito William De Morgan, evento che colpì profondamente l’artista. Due anni dopo, il 2 maggio 1919, anche Evelyn De Morgan morì a Londra all’età di sessantatré anni. Fu sepolta nel Brookwood Cemetery nel Surrey. Nel corso della sua carriera durata circa cinquant’anni realizzò circa cento dipinti a olio, molti dei quali sono oggi conservati dalla De Morgan Foundation insieme a numerosi disegni preparatori e schizzi.
L'influenza di Elevyn De Morgan

Evelyn De Morgan, La pozione d'amore,1903, olio su tela, 104.1 x 52 cm, De Morgan Collection, Barnsley. © Trustees of the De Morgan Foundation
Sebbene per molti anni sia stata meno conosciuta rispetto ad altri artisti del movimento preraffaellita, l’opera di Evelyn De Morgan ebbe un ruolo significativo nello sviluppo della seconda generazione di pittori legati a questa corrente. La sua pittura dialogava con l’estetica di artisti come Edward Burne-Jones e con l’eredità dei fondatori del movimento, tra cui Dante Gabriel Rossetti. Tuttavia, De Morgan introdusse elementi nuovi all’interno di questa tradizione: una maggiore enfasi sull’allegoria morale, un forte interesse per la spiritualità e una rappresentazione della figura femminile come simbolo di conoscenza, potere e trasformazione. Questi aspetti contribuirono ad ampliare l’immaginario preraffaellita oltre i temi medievali e romantici tipici della prima fase del movimento.
Nel lungo periodo, il lavoro di De Morgan ha avuto un’importante influenza sulla riscoperta del contributo femminile nella storia dell’arte vittoriana. La sua produzione, caratterizzata da figure monumentali e da un ricco simbolismo, anticipa alcune sensibilità del simbolismo europeo e ha ispirato studi e mostre dedicate alle artiste dell’Ottocento. Oggi le sue opere sono considerate fondamentali per comprendere l’evoluzione del preraffaellismo verso forme più spirituali e simboliste e rappresentano un punto di riferimento per la rivalutazione del ruolo delle donne nell’arte tra XIX e XX secolo.
In copertina: Evelyn De Morgan, Flora, 1894, olio su tela, 199 x 88 cm, collezione Wightwick Manor. Dettaglio.