Claudio Verna a Villa delle Rose: "La luce è un luogo" in mostra a Bologna

Claudio Verna a Villa delle Rose: "La luce è un luogo" in mostra a Bologna

Tra luce e colore, le composizioni materiche e metafisiche di Claudio Verna in dialogo con Villa delle Rose e il suo giardino
7'
Mostre

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2026, Villa delle Rose a Bologna ospita "Claudio Verna. La luce è un luogo", la personale di uno dei protagonisti della pittura italiana della seconda metà del Novecento. Curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, in collaborazione con LABS Gallery, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di ricerca dell’artista attraverso una selezione di opere che va dagli anni Sessanta fino alla produzione più recente.

Villa delle Rose e la pittura di Claudio Verna: due anime affini

Claudio Verna, Tempo presente 2, 1967, olio su tela, 120 x 130 cm, collezione privata.

Claudio Verna, Tempo presente 2, 1967, olio su tela, 120 x 130 cm, collezione privata.

Ho visitato la mostra di Claudio Verna in un sabato mattina di settembre, quando Bologna sembrava immersa in una luce particolarmente limpida. Il cielo era luminoso, completamente sgombro di nuvole, e lungo il centro della città i colori delle case, dei portici e delle facciate sembravano più accesi del solito. Anche via Saragozza mi è apparsa così: calda, viva, quasi dipinta. Poi, salendo verso Villa delle Rose, mi sono lasciata alle spalle il rumore della strada e sono entrata lentamente in un'atmosfera diversa. Attraversare il piccolo parco, salire le scale e avvicinarsi alla villa è stato come passare attraverso una soglia invisibile, entrando in un luogo sospeso, romantico e quasi magico.

Villa delle Rose, con il suo giardino e la sua posizione appartata, ha qualcosa di sorprendentemente intimo. La sua storia è profondamente legata alla vita culturale di Bologna: nel 1916 la contessa Nerina Armandi Avogli donò la villa al Comune e, vent'anni dopo, nel 1936, l'edificio ospitò un importante allestimento di opere d'arte del Novecento, considerato uno dei momenti fondativi della storia della Galleria d'Arte Moderna di Bologna, dalla quale sarebbe poi nato il MAMbo. Oggi Villa delle Rose continua a essere uno spazio dedicato all'arte contemporanea, ma conserva ancora qualcosa della sua dimensione originaria di luogo appartato e raccolto, quasi una casa nascosta nel verde.

Un angolo di Villa delle Rose, immersa nel verde del suo delizioso giardino.

Un angolo di Villa delle Rose, immersa nel verde del suo delizioso giardino.

Entrando nella villa ho avuto subito la sensazione che l'edificio e le opere di Verna si fossero incontrati in modo naturale. Lo spazio interno, con le sue decorazioni e il soffitto affrescato, crea un'atmosfera elegante e delicata, quasi sospesa nel tempo. E poi, improvvisamente, il colore delle opere irrompe nelle stanze. Le grandi campiture, le superfici accese, le esplosioni di colore sembrano dilatare gli ambienti e trasformare le pareti in qualcosa di vivo. Davanti ai quadri ho sentito il colore non soltanto come qualcosa da guardare, ma quasi come qualcosa da attraversare: una presenza capace di modificare la percezione dello spazio e anche il mio stato d'animo.

Quello che più mi ha colpito è stato proprio il continuo dialogo tra "dentro e fuori". Dalle finestre della villa il verde del parco entrava idealmente nelle sale e, nello stesso tempo, il colore delle opere sembrava proiettarsi verso l'esterno. Guardando fuori, tra gli alberi, comparivano i tetti rossi di Bologna, le facciate calde delle case, la luce chiara del mattino. Guardando dentro, invece, trovavo altri rossi, altri verdi, altri blu, colori che non rappresentavano necessariamente il paesaggio, ma che sembravano restituirne la stessa energia. Per un momento ho avuto la sensazione che non ci fosse più una vera separazione tra il giardino, la città e i quadri: tutto sembrava appartenere alla stessa esperienza visiva.

È stato forse questo il sentimento più forte che ho portato con me uscendo da Villa delle Rose: la sensazione che la pittura di Verna non chieda semplicemente di essere osservata, ma di essere vissuta. In quella mattina di settembre, tra la luce di Bologna, il verde del parco, i tetti rossi della città e le grandi esplosioni di colore delle sue opere, ho percepito la pittura come uno spazio in cui entrare e sostare, un luogo capace di fermare per qualche istante il tempo.

Colore, luce e composizione

Claudio Verna, Giallo, 1996, olio su tavola, 40 x 40 cm, collezione dell'artista.

Claudio Verna, Giallo, 1996, olio su tavola, 40 x 40 cm, collezione dell'artista.

Percorrendo le sale di Villa delle Rose ho avuto la sensazione di non trovarmi davanti a un semplice percorso ordinato nel tempo, ma di entrare dentro la ricerca di Verna. Le opere, realizzate in momenti diversi della sua lunga carriera, sembrano parlarsi tra loro e accompagnarmi attraverso gli anni, dal 1967 fino ai lavori più recenti. Sono 39 opere, scelte dallo stesso artista, e quello che mi ha colpito è proprio il modo in cui, nonostante il passare del tempo, la sua pittura riesca a mantenere una forte coerenza.

Più che cercare di seguire una cronologia, mi sono lasciata guidare dai colori. È stato soprattutto il colore ad attirare il mio sguardo: grandi campiture, forme geometriche, linee e segni che a volte sembrano quasi dissolversi e altre volte emergono con grande forza. Davanti ai quadri ho avuto la sensazione che il colore non fosse semplicemente qualcosa da guardare, ma qualcosa che occupasse lo spazio e che, in qualche modo, mi coinvolgesse fisicamente. La luce sembrava muoversi sulla superficie delle tele e cambiare la percezione delle forme.

Anche il titolo della mostra, La luce è un luogo, mi è sembrato particolarmente suggestivo. La frase, tratta dal poeta inglese Dylan Thomas, mi ha fatto pensare alla luce non solo come qualcosa che illumina e rende visibili le cose, ma come a un vero e proprio spazio nel quale poter entrare. È proprio questa sensazione che ho provato davanti alle opere di Verna: per un momento il quadro smette di essere soltanto una superficie bidimensionale e diventa quasi un luogo da attraversare con gli occhi.

Quello che trovo interessante nella sua pittura è che, pur mettendo continuamente in discussione il modo tradizionale di intendere il quadro, Verna non rinuncia mai alla pittura stessa. Al contrario, sembra interrogarsi continuamente su ciò che può ancora fare un colore, su come una linea possa modificare uno spazio, su quanto una semplice forma possa cambiare il nostro modo di guardare. Uscendo dalla mostra, mi è rimasta soprattutto questa impressione: che per Verna dipingere non significhi rappresentare qualcosa che esiste già, ma creare ogni volta un nuovo spazio fatto di colore, luce e percezione.

Claudio Verna: il filosofo della luce e del colore

Claudio Verna, Il gorgo e l'artificio, 1987, olio su tela, 200 x 200, collezione dell'artista. Dettaglio.

Claudio Verna, Il gorgo e l'artificio, 1987, olio su tela, 200 x 200, collezione dell'artista. Dettaglio.

Giunti a questo punto vi starete sicuramente chiedendo, ma chi è Claudio Verna? Vale la pena dunque spendere due parole sul profilo biografico e professionale di un'artista forse poco noto, ma che da moltissimi anni opera nel settore e che ha ottenuto anche prestigiosi riconoscimenti.

Claudio Verna nasce a Guardiagrele, in provincia di Chieti, nel 1937. Dopo aver studiato in Umbria, si trasferisce a Firenze, dove si laurea con una tesi sulle arti figurative nella civiltà industriale e inizia a partecipare alle prime mostre. Nel 1961 si trasferisce a Roma e per alcuni anni si dedica alla ricerca artistica lontano dalle esposizioni, concentrandosi sul significato e sugli strumenti della pittura. Nel 1967 riprende a esporre e diventa uno dei protagonisti della cosiddetta “Pittura analitica”, movimento interessato a riflettere sul linguaggio della pittura e sul rapporto tra arte contemporanea e tradizione.

La sua produzione è caratterizzata soprattutto dall’uso del colore, della luce e della superficie pittorica. Nel corso della sua lunga carriera espone in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, partecipando anche alla Biennale di Venezia nel 1970 e nel 1980. Nel 2008 riceve il Premio “Antonio Feltrinelli” per la pittura dall’Accademia Nazionale dei Lincei e viene nominato Accademico nazionale dell’Accademia di San Luca. Nel 2010 viene pubblicato il catalogo ragionato della sua opera, a testimonianza dell'importanza della sua ricerca, riedito in versione aggiornata, proprio in occasione della mostra a cura di Alberto Mugnaini per i tipi di Dario Cimorelli Editore.

Metafisica del colore e della forma

Claudio Verna, Rapicciano III, 1984, olio su tela, 70 x 70cm, collezione dell'artista. Dettaglio.

Claudio Verna, Rapicciano III, 1984, olio su tela, 70 x 70cm, collezione dell'artista. Dettaglio.

Grazie alla mostra di Villa delle Rose, ho potuto incontrare dal vivo, per la prima volta, la pittura di Claudio Verna, che mi è apparsa così: profondamente materica, radicata nella materia del colore e nella continua indagine della luce, eppure allo stesso tempo filosofica e analitica. Le sue tele sembrano nascere da una riflessione rigorosa sulla pittura, ma riescono a trasformarsi in qualcosa di più indefinito, quasi onirico e sospeso. Di fronte alle sue opere ci si trova a osservare, pensare e, quasi senza accorgersene, a perdersi. Le forme si dissolvono nei colori, la luce apre spazi inattesi e le superfici diventano luoghi in cui lo sguardo può vagare liberamente. È come immergersi in mari di colori seducenti, dove la pittura non offre risposte immediate, ma ci invita a fermarci, a lasciarci avvolgere e a guardare più a lungo, fino a quando il colore diventa sensazione e la sensazione diventa pensiero.

Vuoi visitare anche tu la personale di Claudio Verna? Ecco alcune informazioni utili:

Claudio Verna. La Luce non è un luogo

Luogo: Villa delle Rose, Via Saragozza, 228/230, 40135 Bologna (BO)

Orari di apertura: Venerdì ore 15.00 - 18.00; Sabato e domenica ore 11.00 - 18.00

Ingresso libero

Sito web

In copertina: Claudio Verna, La geometria del colore, 2021, acrilico su tela, 50 x 60 cm, collezione dell'artista. Dettaglio.