cover Anna Stanchi: la pittrice di nature morte e composizioni floreali del Seicento

Anna Stanchi: la pittrice di nature morte e composizioni floreali del Seicento

La storia dell'arte riscopre Anna Stanchi e le sue nature morte
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Non solo muse

La famiglia Stanchi e le composizioni floreali

Anna Stanchi, Apollo, Venere e Cupido circondati da un mazzo di fiori, c. 1647, olio su tela, collezione privata.

Anna Stanchi, Apollo, Venere e Cupido circondati da un mazzo di fiori, c. 1647, olio su tela, collezione privata.

Oggi affrontiamo una protagonista dimenticata della natura morta, genere tradizionalmente femminile, della pittura barocca nella Roma del XVII secolo. Per secoli il nome di Anna Stanchi è rimasto nell'ombra. Recentemente, grazie a nuove ricerche archivistiche e alla comparsa sul mercato di alcune opere firmate, la pittrice è stata finalmente riconosciuta come membro della celebre famiglia Stanchi, attiva nella pittura di natura morta del Seicento e specializzata in raffinate composizioni floreali. Anna era infatti sorella di Giovanni, Niccolò e Angelo Stanchi, noti per le loro ricche composizioni di fiori, frutta e ghirlande decorative.

Secondo i documenti d’archivio, Anna nacque probabilmente intorno al 1611. Dal 1641 risulta abitare con i fratelli in via Paolina, nel centro di Rome, insieme al marito, il pittore francese Claude Pionier. La casa era anche il luogo di lavoro della bottega familiare, dove più artisti collaboravano alla realizzazione delle opere. Un documento particolarmente significativo è il censimento del 1644, che registra l’intera famiglia Stanchi – Anna compresa – come “pittori”. Anche se nei registri parrocchiali la donna non viene esplicitamente definita pittrice, questo dato suggerisce che fosse pienamente coinvolta nella produzione artistica della bottega.

Le opere firmate da Anna Stanchi

Anna Stanchi, Tulipani, iris, narcisi, garofani, giacinti e altri fiori, 1643, olio su tela, 57,3 × 46,3 cm, collezione privata.

Anna Stanchi, Tulipani, iris, narcisi, garofani, giacinti e altri fiori, 1643, olio su tela, 57,3 × 46,3 cm, collezione privata.

I dipinti firmati “A. Stanchi” rappresentano molto più di una semplice attribuzione: sono una vera dichiarazione di identità. In una bottega dove il lavoro era spesso collettivo e dove le attribuzioni sono state a lungo assegnate ai fratelli, la firma di Anna afferma con forza la presenza di una donna artista nella Roma del XVII secolo. La qualità delle due opere note suggerisce che Anna non fosse un’assistente marginale, ma una pittrice pienamente formata e capace di realizzare composizioni complesse di straordinaria eleganza.

La riscoperta della pittrice ha spinto gli studiosi a riconsiderare numerosi dipinti tradizionalmente attribuiti alla bottega degli Stanchi. In alcuni inventari romani del Seicento compare infatti la dicitura “la Stanchi”, un indizio che potrebbe riferirsi proprio ad Anna. Un esempio interessante è la Ghirlanda con Cristo tra i dottori, conservata presso la Anhaltische Gemäldegalerie di Dessau. La struttura della ghirlanda floreale presenta caratteristiche molto simili a quelle dei dipinti firmati: un intreccio più libero di fiori, gigli centrali e una cornice di perle che ricorre anche nell’opera del 1647.

La riscoperta di Anna Stanchi

Giovanni Stanchi e Anna Stanchi, Un'anguria, un melograno, mele, prugne, uva e pomodori, un piccolo mazzo di fiori in un vaso, una lepre e un'upupa, tutti su sporgenze di pietra, un paesaggio sullo sfondo, olio su tela, 76 x 99,5 cm, collezione privata. Dettaglio © Dorotheum

Giovanni Stanchi e Anna Stanchi, Un'anguria, un melograno, mele, prugne, uva e pomodori, un piccolo mazzo di fiori in un vaso, una lepre e un'upupa, tutti su sporgenze di pietra, un paesaggio sullo sfondo, olio su tela, 76 x 99,5 cm, collezione privata. Dettaglio © Dorotheum

Negli ultimi anni diverse esposizioni dedicate alle artiste hanno contribuito alla riscoperta della pittrice. Il dipinto con la ghirlanda del 1647 è stato presentato per la prima volta al pubblico nel 2020 alla mostra "Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ’500 e ’600". Successivamente è stato esposto anche nel 2024 alla mostra "Roma pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo", ospitata presso Palazzo Braschi. Queste due occasioni espositive hanno permesso di restituire visibilità alla pittrice, inserendola nel più ampio panorama delle artiste attive tra Rinascimento e Barocco. La recente riscoperta della figura di Anna Stanchi dimostra quanto la storia dell’arte sia ancora in continua evoluzione. Le ricerche di archivio, le opere che compaiono in vendita nelle case d'asta, riportano alla luce artiste e artisti spesso dimenticati o comunque ai margini della narrazione. Oggi Anna Stanchi emerge come una protagonista della pittura floreale barocca e un esempio significativo di come molte artiste abbiano lavorato nelle botteghe familiari senza ottenere il riconoscimento che meritavano.

In copertina: Giovanni Stanchi e Anna Stanchi, Un'anguria, un melograno, mele, prugne, uva e pomodori, un piccolo mazzo di fiori in un vaso, una lepre e un'upupa, tutti su sporgenze di pietra, un paesaggio sullo sfondo, olio su tela, 76 x 99,5 cm, collezione privata. Dettaglio © Dorotheum