cover L’orecchio è l’occhio dell’anima: l'invito a rallentare e ascoltare

L’orecchio è l’occhio dell’anima: l'invito a rallentare e ascoltare

Vi racconto la mia esperienza mistica al Padiglione della Santa Sede della Biennale Arte di Venezia 2026
5'
Mostre

Il Padiglione della Santa Sede presso il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi

Uno scorcio dell'oasi verde e di pace del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia, a soli due passi dalla stazione centrale.

Uno scorcio dell'oasi verde e di pace del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia, a soli due passi dalla stazione centrale.

Dopo due giorni trascorsi a esplorare la Biennale di Venezia tra i Giardini e l'Arsenale, già ubriaca di immagini, emozioni, incontri e riflessioni, è stato proprio l'ultimo giorno a regalarmi l'esperienza più intensa e inaspettata di questa edizione.

Il terzo giorno di visita, ho infatti deciso di dedicare la mattinata al Padiglione della Santa Sede, curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers e intitolato The Ear is the Eye of the Soul, ovvero "L'orecchio è l'occhio dell'anima." Un titolo evocativo che già anticipa ciò che attende il visitatore: un vero e proprio invito a rallentare, ad ascoltare e a lasciarsi attraversare dalle emozioni.

A pochi passi dalla stazione ferroviaria, crocevia incessante di viaggiatori, trolley trascinati sul selciato, gruppi organizzati e addii al nubilato particolarmente rumorosi, si apre un luogo che sembra appartenere a un'altra dimensione. Varcare la soglia del Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi significa lasciare alle spalle il rumore della città per entrare in una dimensione sospesa, dove il tempo rallenta e il silenzio diventa presenza.

All'ingresso, i visitatori vengono dotati di un paio di cuffie, che li accompagnano con diverse composizioni sonore lungo il percorso all'interno del Giardino. Man mano che ci si muove tra vigne, roseti, erbe officinali, piante aromatiche, alberi da frutto e ogni meraviglia verde immaginabile, la musica nelle orecchie cambia: a volte più grintosa e intensa, altre più delicata e soave. La selezione musicale, che prevede nuove opere sonore di venti artisti tra musicisti, poeti e compositori, da Brian Eno a Patti Smith, da Jim Jarmusch a Meredith Monk, fino alle monache benedettine di Eibingen, si adatta ai diversi ambienti del Giardino Mistico e favorisce momenti di riflessione, commozione e suggestione.

Così come cambia il paesaggio: dietro le antiche mura del convento, Venezia ha un nuovo volto. La luce filtra delicatamente tra gli alberi, accarezza le erbe aromatiche e i sentieri che custodiscono secoli di spiritualità. Qui prende forma una delle due anime del Padiglione della Santa Sede. La seconda, si trova nel sestiere di Castello, precisamente nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice trasformato in uno scriptorium contemporaneo, articolato attorno a tre nuclei: un archivio vivente, la liturgia sonora delle monache di Eibingen e l’ultima opera del regista Alexander Kluge, scomparso il 25 marzo 2026 a 94 anni, autore anche del titolo del Padiglione.

Torniamo però, allo spazio del Giardino Mistico: in questa suggestiva cornice, seguendo l'indirizzo curatoriale di Koyo Kouoh, il progetto propone l'ascolto come pratica di contemplazione e di cura. L'ispirazione arriva dalla figura straordinaria di Santa Ildegarda di Bingen: badessa, compositrice, guaritrice, filosofa e visionaria del XII secolo, che considerava il suono una forma di conoscenza capace di collegare il corpo umano all'universo, il microcosmo al macrocosmo.

Chi era Santa Ildegarda di Bingen?

Hildegarda von Bingen riceve un'ispirazione divina e la trasmette al suo amanuense, miniatura tratta dal Codice di Rupertsberg del Liber Scivias.

Hildegarda von Bingen riceve un'ispirazione divina e la trasmette al suo amanuense, miniatura tratta dal Codice di Rupertsberg del Liber Scivias.

Nata nel 1098 a Bermersheim, nella regione renana della Germania, Ildegarda di Bingen fu una delle personalità più straordinarie e poliedriche del Medioevo. Affidata fin da bambina alla vita religiosa, entrò nel monastero benedettino di Disibodenberg, dove ricevette una formazione spirituale e culturale che le consentì di sviluppare i suoi molteplici talenti. Fin dall'infanzia raccontò di essere accompagnata da intense visioni mistiche, che per lungo tempo tenne riservate e che solo in età adulta, su incoraggiamento dei suoi superiori e con l'approvazione delle autorità ecclesiastiche, iniziò a trascrivere nelle sue opere. Divenuta badessa, fondò il monastero di Rupertsberg presso Bingen e si affermò come guida spirituale, consigliera di vescovi, papi, imperatori e nobili, con i quali intrattenne una vasta corrispondenza.

La sua attività intellettuale spaziò ben oltre l'ambito religioso. Fu autrice di importanti opere teologiche e visionarie, ma si dedicò anche allo studio della natura, della medicina e delle proprietà terapeutiche delle piante, degli animali e dei minerali. Compose inoltre numerosi canti liturgici e opere musicali di straordinaria originalità, che ancora oggi vengono eseguiti e studiati. Tra gli aspetti più singolari della sua produzione vi è l'invenzione della Lingua Ignota, una lingua artificiale composta da centinaia di termini creati da lei stessa e accompagnata da un particolare alfabeto, la Litterae Ignotae. Considerata il più antico linguaggio costruito di cui si abbia notizia in Occidente, questa creazione testimonia la sua eccezionale curiosità intellettuale e la volontà di esplorare nuove forme di espressione spirituale e simbolica.

Ildegarda morì nel 1179 lasciando un'eredità vastissima che unisce fede, arte, scienza e osservazione della natura. La sua figura continuò a essere venerata nei secoli successivi fino alla canonizzazione ufficiale e, nel 2012, alla proclamazione come Dottore della Chiesa da parte di papa Benedetto XVI, un riconoscimento riservato a personalità che hanno dato un contributo eccezionale alla dottrina cristiana. Oggi è ricordata non solo come santa e mistica, ma anche come una delle donne più colte, innovative e influenti dell'intero Medioevo europeo.

Suoni, silenzi ed emozioni nel Padiglione della Santa Sede

Un altro delizioso scorcio del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia: tra roseti, vigne, piante aromatiche e officinali.

Un altro delizioso scorcio del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia: tra roseti, vigne, piante aromatiche e officinali.

Nel Giardino Mistico, l'omaggio a Ildegarda prende vita attraverso una composizione corale sviluppata insieme a Soundwalk Collective. Voci, musiche, testi poetici e interventi artistici si intrecciano in un paesaggio sonoro delicato e avvolgente. Ma l'aspetto forse più sorprendente è che anche il giardino stesso partecipa alla composizione: uno speciale strumento traduce in suono l'attività bioelettrica delle piante, trasformando la natura in protagonista di un dialogo invisibile.

Seduta ad ascoltare, mi sono commossa. Non saprei spiegare esattamente perché, ma dopo giorni trascorsi tra folle, code e stimoli continui, quel piccolo angolo di pace rappresentava tutto ciò di cui avevo bisogno, forse senza neanche saperlo. Era come se ogni suono trovasse il proprio spazio senza sovrastare gli altri. Come se la natura, la musica e il silenzio riuscissero finalmente a parlare la stessa lingua.

Il Giardino Mistico è una piccola perla nascosta nel cuore di Venezia. Un'oasi per gli occhi, per le orecchie e per l'anima. Un luogo da vivere, respirare e ascoltare, più che visitare. E che, una volta lasciato, continua a risuonare dentro. Anche a distanza di settimane.

Come visitare il Padiglione della Santa Sede nel Giardino dei Carmelitani Scalzi

I filari di vigne che accolgono i visitatori all'ingresso del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia.

I filari di vigne che accolgono i visitatori all'ingresso del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia.

Vuoi vivere anche tu quest'esperienza mistica? Ecco tutte le informazioni di cui hai bisogno!

Titolo: L'orecchio è l'occhio dell'anima (Padiglione della Santa Sede)

Luogo: Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, Cannaregio 54

Quando: dal 9 maggio al 22 novembre 2026

Orari: 11-19 (da maggio a settembre), 10-18 (da ottobre al 22 novembre). Chiuso il lunedì (tranne 11 giugno, 7 settembre, 16 novembre)

Prenotazioni: https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/lorecchio-e-locchio-dellanima/

In copertina: un dettaglio dei filari di vigne che accolgono i visitatori all'ingresso del Giardino dei Carmelitani Scalzi di Venezia.