cover Il Chupa-Chups di Salvador Dalì: invenzione di un'icona pop

Il Chupa-Chups di Salvador Dalì: invenzione di un'icona pop

L'origine artistica del lecca-lecca più iconico di sempre
4'
Design

Dal "gol" al Chupa Chups: il coinvolgimento di Salvador Dalì

Il logo Chupa Chups. La margherita stilizzata è stata introdotta da Salvador Dalì.

Il logo Chupa Chups. La margherita stilizzata è stata introdotta da Salvador Dalì.

Nella storia del design esistono progetti complessi, frutto di lunghi processi creativi, e altri che nascono quasi per intuizione. Il logo di Chupa Chups appartiene alla seconda categoria: un’idea semplice, disegnata nel 1969 da Salvador Dalí in pochi minuti, ma destinata a diventare una delle identità visive più riconoscibili del Novecento. La storia di questo logo è interessante non solo per il mondo della grafica, ma anche per quello della storia dell’arte: racconta infatti l’incontro tra un grande artista del Surrealismo e la nascente cultura pop del consumo di massa.

La vicenda inizia nel 1958, quando l’imprenditore catalano Enric Bernat decide di reinventare la caramella. Bernat aveva osservato un comportamento comune tra i bambini: spesso mangiavano caramelle tenendole in mano, finendo per sporcarsi le dita e i vestiti. La soluzione fu semplice ma ingegnosa: inserire la caramella su un bastoncino, trasformandola in un lecca-lecca facile da mangiare senza sporcarsi. L'idea era quella di creare un prodotto che "sia come mangiare un dolce con una forchetta". Fragola, arancia, limone, panna e fragola, cioccolato e vaniglia, crema e caffè e menta furono i primi 7 gusti lanciati. Ad oggi Fragola e panna e fragola sono ancora oggi i più venduti!

Il primo nome del prodotto fu “Gol”, perché pare che Bernat immaginasse il dolce a un pallone da calcio e la bocca aperta ad una rete. L’idea però non funzionò sul piano commerciale. Dopo poco tempo il marchio cambiò nome in Chupa Chups, ispirandosi al verbo spagnolo chupar, cioè “succhiare”. Il nome si diffuse rapidamente anche grazie a una campagna radiofonica molto efficace, accompagnata da un jingle che ripeteva proprio la parola “Chupa Chups”.

Negli anni Sessanta il marchio era già diffuso in Spagna, ma Bernat capì che per crescere davvero serviva un’immagine forte e immediatamente riconoscibile. Nel 1969 decise quindi di rivolgersi a un artista famoso e anticonvenzionale: Salvador Dalí. L’incontro tra Bernat e Dalí è diventato quasi leggendario nel mondo del design. Secondo i racconti più diffusi, l’artista disegnò il logo durante una riunione informale, realizzando lo schizzo in meno di un’ora, probabilmente su un pezzo di carta o su un tovagliolo mentre discuteva con l’imprenditore. Il risultato fu un marchio semplice ma estremamente efficace: una forma simile a una margherita stilizzata, con il nome del brand al centro in caratteri rossi su fondo giallo.

L'innovativo packaging proposto da Salvador Dalì

Il Chupa Chups alla fragola, uno dei 7 gusti iniziali, che ancora oggi si conferma tra i più apprezzati e venduti.

Il Chupa Chups alla fragola, uno dei 7 gusti iniziali, che ancora oggi si conferma tra i più apprezzati e venduti.

L’aspetto più interessante del progetto non fu solo la forma del logo, ma il modo in cui Dalí suggerì di utilizzarlo. All’epoca i marchi delle caramelle venivano solitamente stampati lateralmente sull’incarto. Dalí propose invece qualcosa di diverso: posizionare il logo sulla parte superiore del lecca-lecca. Questa scelta aveva un effetto pratico e visivo molto forte: il marchio rimaneva sempre visibile quando il prodotto era esposto e il logo non veniva deformato dalle pieghe dell’incarto, dunque il prodotto diventava riconoscibile anche visto dall’alto. Dal punto di vista del design si trattava di una soluzione estremamente moderna: l’identità grafica non era più solo decorazione, ma diventava parte integrante dell’oggetto. Il coinvolgimento di Dalí può sembrare sorprendente, ma in realtà si inserisce perfettamente nella sua personalità artistica. L’autore di opere iconiche come La persistenza della memoria era profondamente affascinato dal rapporto tra arte, pubblicità e immaginario collettivo. A differenza di molti artisti della sua epoca, Dalí non vedeva la cultura commerciale come qualcosa di inferiore all’arte. Al contrario, era convinto che il linguaggio visivo della pubblicità potesse diventare un potente mezzo di diffusione delle immagini. In questo senso il logo di Chupa Chups rappresenta uno dei primi esempi di collaborazione tra arte d’avanguardia e branding commerciale.

Una soluzione talmente geniale, da restare pressoché immutata

La grafica dimostra come, pur con qualche ovvio cambiamento, il logo, con la sua celebre margherita stilizzata, é rimasto immutato dal 1969 ad oggi.

La grafica dimostra come, pur con qualche ovvio cambiamento, il logo, con la sua celebre margherita stilizzata, é rimasto immutato dal 1969 ad oggi.

Un dato sorprendente riguarda la longevità del progetto. Il logo creato da Dalí nel 1969 è rimasto praticamente identico fino a oggi, con solo piccoli aggiornamenti grafici. Questo dimostra una delle qualità fondamentali del buon design: la capacità di essere semplice, chiaro e durevole nel tempo. Oggi Chupa Chups è venduto in oltre cento paesi e il logo ideato da Dalí continua a comparire su miliardi di caramelle ogni anno. La vicenda del Chupa Chups dimostra che anche gli oggetti più quotidiani possono avere una storia sorprendente. Un semplice lecca-lecca nato per evitare che i bambini si sporcassero le mani è diventato, grazie all’intuizione di Salvador Dalí, un’icona della cultura visiva contemporanea. È un esempio perfetto di come arte, design e industria possano incontrarsi e generare immagini destinate a entrare nella memoria collettiva.

In copertina: Tanti Chupa Chups, nei vari gusti.