cover Gerard van Honthorst o Gherardo delle notti: luci e ombre della pittura barocca a Roma

Gerard van Honthorst o Gherardo delle notti: luci e ombre della pittura barocca a Roma

La mostra di Utrecht riaccende l'attenzione sul maestro olandese che si innamorò di Caravaggio
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L'artista del mese

L'occasione per riscoprire Gherardo delle Notti

Gerrit van Honthorst, Estasi di Maria Maddalena, 1618-1620 circa, olio su tela, Centraal Museum, Utrecht.

Gerrit van Honthorst, Estasi di Maria Maddalena, 1618-1620 circa, olio su tela, Centraal Museum, Utrecht.

Un’anteprima d’eccezione accende i riflettori su uno dei protagonisti del Seicento olandese. In occasione di TEFAF Maastricht, il Centraal Museum di Utrecht presenta l’Estasi di Maria Maddalena, rara opera giovanile realizzata a Roma da Gerrit van Honthorst (Utrecht, 1592 – 1656) tra il 1618 e il 1620 e recentemente acquisita dal museo olandese. Il dipinto segna la prima esposizione pubblica prima del suo ingresso definitivo nelle collezioni dell’istituzione, preludio alla grande mostra "Gerard van Honthorst – Different to Rembrandt", in programma dal 25 aprile al 13 settembre 2026.

L’opera, un olio su tela acquisito con il sostegno della John & Marine van Vlissingen Art Foundation, non rappresenta soltanto un nuovo tassello nelle collezioni del museo, ma anche un’occasione per tornare a riflettere sulla figura di un pittore che in vita conobbe una fortuna straordinaria, superiore a quella di molti contemporanei, ma che oggi rimane spesso in ombra rispetto ai grandi nomi del Secolo d’oro olandese, come Rembrandt van Rijn. Eppure la vicenda artistica di Honthorst — noto in Italia come “Gherardo delle Notti” — racconta una storia affascinante di scambi culturali tra Italia e Paesi Bassi, di successo internazionale e di sperimentazione pittorica che attraversa l’Europa del primo Seicento.

La formazione a Utrecht

Abraham Bloemaert, Il suonatore di flauto, Centraal Museum, Utrecht.

Abraham Bloemaert, Il suonatore di flauto, Centraal Museum, Utrecht.

Gerrit van Honthorst nacque nel 1592 a Utrecht, una delle città artisticamente più vivaci della Repubblica delle Province Unite. Proveniva da una famiglia legata al mondo dell’arte: suo padre, Abraham Bloemaert van Honthorst, era pittore decorativo e il fratello minore Willem intraprese anch’egli la carriera artistica. Il giovane Gerrit si formò nella bottega di uno dei più importanti pittori della città, Abraham Bloemaert, maestro capace di fondere influenze manieriste e naturalistiche. Sotto la sua guida Honthorst acquisì solide basi tecniche e una formazione aperta alle correnti artistiche europee.

All’inizio del XVII secolo molti pittori olandesi intraprendevano il viaggio in Italia per studiare direttamente i modelli dell’arte antica e rinascimentale. Anche Honthorst seguì questo percorso. Attorno al 1610 lasciò Utrecht e si trasferì a Roma, dove la sua carriera conobbe una svolta decisiva.

L'arrivo a Roma e la scoperta di Caravaggio

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Derisione di Cristo, 1616-1617, olio su tela, Los Angeles County Museum of Art.

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Derisione di Cristo, 1616-1617, olio su tela, Los Angeles County Museum of Art.

Arrivato a Roma, Honthorst si inserì rapidamente nella vivace comunità artistica internazionale della città. Qui entrò in contatto con il naturalismo drammatico di Michelangelo Merisi da Caravaggio, morto pochi anni prima ma già figura centrale nella pittura europea. L’influenza caravaggesca fu determinante. Honthorst rimase affascinato dalla forza teatrale delle composizioni illuminate da una luce radente e concentrata, capace di emergere dall’oscurità per definire volti e gesti con un realismo quasi scenografico. Fu proprio per la sua straordinaria abilità nel dipingere scene notturne illuminate da candele o torce che i contemporanei italiani gli attribuirono il soprannome destinato a renderlo celebre: Gherardo delle Notti. Durante gli anni romani Honthorst lavorò per importanti collezionisti e cardinali, tra cui membri della famiglia Scipione Borghese e dell’ambiente papale. La sua fama si diffuse rapidamente tra i circoli aristocratici.

Le opere romane di Gherardo delle Notti: luce artificiale e teatralità

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Adorazione del Bambino, 1619-1620, olio su tela, Firenze, Gallerie degli Uffizi.

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Adorazione del Bambino, 1619-1620, olio su tela, Firenze, Gallerie degli Uffizi.

Uno dei dipinti più significativi è Cristo davanti al sommo sacerdote, conservato alla National Gallery. La scena è ambientata in una notte profonda, illuminata da una torcia che crea violenti contrasti chiaroscurali. Le figure emergono dall’oscurità con un realismo intenso, mentre la luce diventa protagonista narrativa. Altro esempio magistrale è La negazione di San Pietro, conservata al Rijksmuseum. Il dipinto presenta una scena carica di tensione emotiva: la luce della candela illumina i volti dei personaggi creando un effetto drammatico e psicologico. L’Adorazione dei pastori, oggi agli Uffizi, rappresenta una delle interpretazioni più originali del tema natalizio: il bambino Gesù stesso diventa la fonte luminosa che rischiara la scena. La recente acquisizione del Centraal Museum — l’Estasi di Maria Maddalena — si colloca proprio in questo contesto romano. Il dipinto mostra una santa immersa in un’atmosfera notturna e mistica, dove la luce diventa veicolo di spiritualità e introspezione.

Il rientro in patria e il successo europeo

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Sansone e Dalila, 1619-1620, olio su tela, The Cleveland Museum of Art, Mr. and Mrs. William H. Marlatt Fund.

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Sansone e Dalila, 1619-1620, olio su tela, The Cleveland Museum of Art, Mr. and Mrs. William H. Marlatt Fund.

Verso il 1620 Honthorst fece ritorno a Utrecht. L’esperienza italiana lo aveva trasformato in uno dei pittori più innovativi della sua generazione. Insieme ad altri artisti come Dirck van Baburen e Hendrick ter Brugghen, diede vita alla corrente dei cosiddetti caravaggisti di Utrecht, pittori olandesi che reinterpretarono il naturalismo italiano adattandolo al gusto nordico. In patria Honthorst ampliò la propria produzione. Accanto alle scene religiose iniziò a dipingere: scene di genere, concerti musicali, allegorie, ritratti aristocratici. Le sue composizioni con musicisti e suonatori illuminati da candele divennero particolarmente popolari. Tra queste spiccano: Il concerto (varie versioni in musei europei), Il suonatore di liuto, La mezzana. Queste opere mostrano un linguaggio meno drammatico rispetto alla fase romana ma ugualmente sofisticato nella gestione della luce.

Gherardo delle Notti: la fama internazionale come pittore delle corti europee

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Elizabeth, Queen of Bohemia, 1642 circa, 66,7 x 54,6 cm, National Portrait Gallery, Londra.

Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Elizabeth, Queen of Bohemia, 1642 circa, 66,7 x 54,6 cm, National Portrait Gallery, Londra.

Negli anni Trenta del Seicento la fama di Honthorst raggiunse dimensioni internazionali, tanto che fu invitato a lavorare presso numerose corti europee. Nel 1628 si recò in Inghilterra, dove lavorò per il re Charles I of England e per la corte degli Stuart. Qui realizzò grandi ritratti e allegorie celebrative. Tra le opere di questo periodo si ricordano: L’allegoria della casa di Stuart e i Ritratti della regina Elizabeth Stuart. In seguito lavorò anche per la corte di Frederick Henry, Prince of Orange nei Paesi Bassi, producendo grandi cicli decorativi. Queste commissioni segnarono una trasformazione nel suo stile: le scene notturne caravaggesche lasciarono progressivamente spazio a composizioni più luminose e monumentali, adatte alla pittura ufficiale.

La bottega di Gherardo delle Notti e l'ultima fase della sua carriera

(bottega di) Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), San Gerolamo, Convento dei Padri Cappuccini Liguri di Voltaggio.

(bottega di) Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), San Gerolamo, Convento dei Padri Cappuccini Liguri di Voltaggio.

Negli ultimi decenni della sua carriera Honthorst guidò una grande bottega a Utrecht, dove lavoravano numerosi allievi e assistenti. La produzione divenne più ampia e diversificata. Tra i temi più ricorrenti: ritratti aristocratici, allegorie morali, scene musicali, soggetti mitologici. La sua influenza si estese a tutta la pittura olandese della prima metà del XVII secolo. Morì nel 1656 nella sua città natale, lasciando una carriera che aveva attraversato i principali centri artistici d’Europa.

In copertina: Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Derisione di Cristo, 1616-1617, olio su tela, Los Angeles County Museum of Art. Dettaglio.