cover Faustina Maratta: pittrice (?) e poetessa, figlia di Carlo Maratta

Faustina Maratta: pittrice (?) e poetessa, figlia di Carlo Maratta

La vera storia di Faustina Maratta, figlia di Carlo Maratta: dal rapimento all'ingresso nell'Accademia Arcadia
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Faustina Maratta: l'infanzia con il padre Carlo Maratta

Carlo Maratta, Allegoria della Pittura (Presunto ritratto di Faustina Maratta), olio su tela, 1690 circa, 61 x 50 cm, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma.

Carlo Maratta, Allegoria della Pittura (Presunto ritratto di Faustina Maratta), olio su tela, 1690 circa, 61 x 50 cm, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma.

Nata a Roma intorno al 1682, Faustina Maratti crebbe in un ambiente culturale di straordinario prestigio grazie alla figura del padre Carlo Maratta, tra i più importanti pittori del Barocco italiano. Fin dall'infanzia ricevette un'educazione accurata e insolita per una donna del suo tempo, fondata sullo studio delle discipline umanistiche. Accanto all'apprendimento della musica e delle arti figurative, sviluppò una particolare passione per la poesia, che sarebbe diventata il principale strumento della sua espressione artistica. La frequentazione degli ambienti intellettuali romani e il contatto diretto con il mondo dell'arte contribuirono a formare una sensibilità raffinata, destinata a emergere nei suoi versi. L'influenza paterna non si limitò alla sfera educativa: molte delle sue prime composizioni poetiche trassero infatti ispirazione dalle opere e dai soggetti celebrati nei dipinti di Carlo Maratta, creando un originale dialogo tra parola e immagine.

La rocambolesca vicenda del rapimento

Autore ignoto (ambito marchigiano), Ritratto di Faustina Maratta, olio su tela, XVIII secolo, Pinacoteca Civica "F. Podesti", Ancona.

Autore ignoto (ambito marchigiano), Ritratto di Faustina Maratta, olio su tela, XVIII secolo, Pinacoteca Civica "F. Podesti", Ancona.

L'episodio più drammatico della biografia di Faustina Maratti si verificò nel maggio del 1703 e contribuì a renderla una figura nota ben oltre i circoli letterari. Giangiorgio Sforza Cesarini, appartenente a una delle più influenti famiglie nobiliari dell'epoca, si era invaghito della giovane pittrice e poetessa, celebre per la sua bellezza e per le sue doti intellettuali. Dopo aver respinto le sue insistenti avances, Faustina divenne protagonista di un violento tentativo di rapimento mentre si recava a messa insieme alla madre e ad alcune domestiche. Pur riuscendo a sottrarsi all'aggressione, riportò una ferita alla tempia sinistra che le lasciò una cicatrice permanente. Lo scandalo ebbe vasta eco negli ambienti romani e trasformò la giovane in un simbolo di coraggio e virtù. Il responsabile venne condannato, ma riuscì a fuggire all'estero evitando la detenzione. Anni dopo, la vicenda continuava a essere ricordata come una prova della fermezza morale di Faustina, che scelse di affrontare l'offesa con dignità e riserbo, atteggiamento che molti studiosi hanno riconosciuto anche nei suoi versi più celebri.

L'unico dipinto attribuito a Faustina Maratta

Autore ignoto (tradizionalmente attribuito a Faustina Maratta), Ritratto di Clemente XII, post 1740 e ante 1760, Pinacoteca Ambrosiana, Milano.

Autore ignoto (tradizionalmente attribuito a Faustina Maratta), Ritratto di Clemente XII, post 1740 e ante 1760, Pinacoteca Ambrosiana, Milano.

L'unico dipinto che le è stato accostato tradizionalmente è il Ritratto di Clemente XII Corsini dell'Ambrosiana, proveniente dalla donazione del conte Giovanni Edoardo de Pecis nel 1830. Tale attribuzione si può verificare in inventari, guide e cartellini, sin dal primissimo ingresso dell'opera nel museo milanese. L'opera si trova purtroppo in stato molto precario di conservazione, nei depositi dell'istituzione e non ha mai sollevato particolare interesse nella critica, sino alla fondamentale mostra "Roma Pittrice. Artiste a lavoro tra XVI secolo e XIX secolo". Non è facile dunque stabilire se effettivamente Faustina abbia avuto una carriera come pittrice, oltre che come poetessa, non esistendo documentazione di una produzione certa.

L'attività poetica nell'Accademia

Carlo Maratta, Ritratto di profilo di Faustina Maratta, 1698, 36 0 × 24, 8 cm, sanguigna su carta vergata grigia, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid.

Carlo Maratta, Ritratto di profilo di Faustina Maratta, 1698, 36 0 × 24, 8 cm, sanguigna su carta vergata grigia, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid.

L'attività poetica di Faustina Maratti occupa un posto significativo nella letteratura arcadica del primo Settecento. La sua produzione, raccolta sotto il nome pastorale di Aglauro Cidonia, comprende trentotto sonetti pubblicati per la prima volta nel 1723 all'interno della raccolta Rime di Giovanni Battista Felice Zappi e di Faustina Maratti. Le poesie apparvero insieme a quelle del marito e ad altri componimenti di importanti esponenti dell'Accademia dell'Arcadia romana.

I versi di Faustina si distinguono per l'adesione ai modelli del petrarchismo e per una scrittura raffinata, caratterizzata da equilibrio formale, armonia espressiva e attenzione alle regole estetiche promosse dall'Arcadia. Nelle opere giovanili emergono figure femminili emblematiche della storia romana, come Veturia, Tuzia, Porzia e Lucrezia, spesso evocate attraverso immagini e suggestioni che richiamano anche l'attività artistica del padre, il celebre pittore Carlo Maratta.

Con il passare degli anni, la sua poesia assume toni più intimi e personali. I componimenti della maturità abbandonano progressivamente il tema eroico per dare spazio agli affetti familiari, alla dimensione domestica e alle esperienze più profonde dell'animo. Particolarmente toccanti sono i sonetti dedicati al dolore per la perdita del figlio Rinaldo, nei quali la compostezza stilistica si unisce a una sincera intensità emotiva. Accanto ai testi pubblicati durante la sua vita, sono stati rinvenuti anche alcuni componimenti rimasti inediti: cinque sonetti e una breve epistola, successivamente inseriti in una delle edizioni più tarde delle Rime dei coniugi Zappi. Questi scritti testimoniano la versatilità di Faustina Maratti, che non si limitò alla composizione di sonetti ma sperimentò anche altre forme letterarie, confermando il suo ruolo di rilievo nel panorama poetico del suo tempo.

In copertina: Carlo Maratta, Allegoria della Pittura (Presunto ritratto di Faustina Maratta), olio su tela, 1690 circa, 61 x 50 cm, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Roma. Dettaglio.