
Caterina van Hemessen: la prima pittrice a ritrarre sé stessa al cavalletto
Caterina van Hemessen: la formazione ad Anversa

Caterina van Hemessen, Autoritratto al cavalletto, 1548, tempera on oak wood, 32 x 25 cm, Kunstmuseum, Basilea.
Nel panorama della pittura rinascimentale del XVI secolo, dominato quasi esclusivamente da artisti uomini, emerge una figura straordinaria e spesso poco raccontata: Caterina (Catharina) van Hemessen. Artista fiamminga attiva ad Anversa, è nota soprattutto per aver realizzato uno dei primi autoritratti di un artista mentre dipinge, un gesto che rappresenta una dichiarazione potente di identità professionale e artistica.
Caterina van Hemessen nacque ad Antwerp intorno al 1528, figlia del pittore manierista Jan Sanders van Hemessen, uno degli artisti più noti della scuola fiamminga del tempo. Come accadeva spesso nelle botteghe rinascimentali, la formazione artistica avveniva all’interno della famiglia. Il padre le insegnò tecniche pittoriche, composizione e uso del colore, permettendole di sviluppare uno stile raffinato già in giovane età. Tuttavia, per una donna del Cinquecento intraprendere una carriera artistica autonoma rimaneva estremamente raro. La sua opera più celebre è proprio l'Autoritratto al cavalletto realizzato nel 1548 quando aveva circa vent’anni. In questo dipinto l’artista si rappresenta seduta davanti al cavalletto, con pennello e tavolozza in mano, mentre lavora a un ritratto.
Questo dettaglio è fondamentale: fino a quel momento gli autoritratti tendevano a mostrare l’artista semplicemente come soggetto, ma non nell’atto di dipingere. Van Hemessen compie quindi un gesto innovativo, affermando apertamente il proprio ruolo professionale. Il dipinto porta anche un’iscrizione con il suo nome e l’età, quasi a voler certificare pubblicamente la sua identità di pittrice. In un’epoca in cui alle donne era raramente riconosciuto lo status di artista, questa scelta assume un valore quasi manifesto.
I ritratti femminili

Catharina van Hemessen, Ritratto di donna, 1551, olio su tavola (probabilmente quercia) 22,8 × 17,6 cm, National Gallery, Londra.
Le opere di Caterina van Hemessen sono prevalentemente ritratti di piccolo formato, caratterizzati da: grande attenzione ai dettagli del volto, fondi scuri e sobri, forte concentrazione sull’individualità del soggetto e minuzia nella resa di abiti e accessori. Queste caratteristiche la inseriscono pienamente nella tradizione della pittura fiamminga del Rinascimento, nota per l'attenzione alla resa naturalistica e descrittiva dei particolari. Tra le opere della Hemessen che ci sono state tramandate abbiamo un delizioso ritratto femminile custodito a Londra, siglato in latino nell'angolo in alto a destra.
Non sappiamo chi sia la donna ritratta, ma era evidentemente ricca, come suggerisce l'abbigliamento. La camicia raffinata, visibile all'altezza del collo e ai polsi, è ornata da delicati ricami neri ed è legata solo vagamente al collo; il corpetto del suo abito è in seta cordata e increspata grigio scuro; le maniche sono in velluto rosso. I guanti sono decorati con ricami neri e dorati e la cintura è composta da perline e cilindri dorati e neri, tenuti insieme da montature dorate. Probabilmente all'estremità porta un pomander (un contenitore rotondo, solitamente un raffinato oggetto in metallo dorato, che contiene profumo). Un piccolo cane con un collare decorato da campanelli è rannicchiato sotto il suo braccio. Questo curioso elemento si inserisce in realtà in una tradizione piuttosto radicata: i ritratti di donne con animali domestici, in particolare proprio cagnolini, erano piuttosto comuni nel XVI secolo.
I ritratti maschili

Catharina van Hemessen, Ritratto di uomo, 1552, 36,2 x 29,2 cm, National Gallery, Londra.
Tra i ritratti maschili della van Hemessen, possiamo prendere in analisi un altro esempio conservato sempre alla National Gallery di Londra. Anche in questo caso, abbiamo un'iscrizione latina nell'angolo in alto a destra riporta il nome della pittrice e la data di esecuzione, il 1552. Come nel caso precedente, anche per questo ritratto, non conosciamo l'identità del soggetto, ma possiamo dedurre chiaramente che si tratti di un uomo ricco, probabilmente di nobili origini, come ci indica il privilegio di indossare una spada. La sua cintura ha ornamenti d'oro e anche il pomello della spada è dorato. Indossa anelli d'oro alle dita - uno con uno scudo diviso in quattro parti rosse e blu - e un altro appeso a una catena intorno al collo. A metà del XVI secolo era relativamente comune indossare anelli su collane, forse come pegno d'affetto. La posa - una mano sul fianco e l'altra che impugna l'elsa di una spada - emula i ritratti dipinti alla corte degli Asburgo nel 1540. Catharina ha efficacemente trasmesso la monumentalità e la formalità di tali ritratti su piccola scala.
Le opere religiose

Catharina van Hemessen, La lamentazione di Cristo, olio su pannello, 228 x 24 cm, Snijders & Rockox House.
Catherina van Hemessen, pittrice fiamminga del XVI secolo, è nota soprattutto per i suoi ritratti, ma realizzò anche opere a soggetto religioso che rivelano la sua sensibilità e attenzione ai dettagli. Nelle sue composizioni sacre, Van Hemessen rappresentava scene della vita di Cristo, della Vergine e dei santi con uno stile intimo e diretto, spesso caratterizzato da una forte presenza dei personaggi in primo piano e da sfondi sobri che enfatizzano la dimensione spirituale. Queste opere, sebbene meno numerose dei ritratti, mostrano la sua capacità di combinare naturalismo e devozione, rendendo le figure umane credibili e accessibili agli osservatori, riflettendo allo stesso tempo i valori religiosi del suo tempo. La sua pittura religiosa contribuisce così a documentare il ruolo delle donne artiste nella produzione sacra del Rinascimento fiammingo.
Il sostegno di una potente mecenate e la carriera in Spagna

Caterina van Hemessen, Ritratto di donna, 1548, olio su tavola, 24 x 17 cm, Rijksmuseum.
La carriera di Caterina van Hemessen fu favorita dalla protezione di una figura influente: Maria d'Ungheria, governatrice dei Paesi Bassi asburgici e grande amante delle arti. Grazie a questo patronato, la pittrice entrò in ambienti aristocratici e realizzò diversi ritratti di corte, genere in cui eccelleva per la precisione dei dettagli e la delicatezza psicologica dei volti. Quando Maria d’Ungheria lasciò i Paesi Bassi per trasferirsi in Spagna nel 1556, Van Hemessen la seguì per un periodo, segno della fiducia e della stima che la mecenate nutriva nei suoi confronti. Nel 1554 l’artista sposò il musicista Christian de Morien. Dopo il matrimonio la sua produzione artistica sembra ridursi drasticamente, come spesso accadeva alle donne dell’epoca. Sono oggi conosciute poco più di una decina di opere firmate, ma nonostante la carriera della pittrice fu di breve durata e dunque la produzione circoscritta, l'impatto storico e sociale della sua figura è senza dubbio notevole.
L'eredità di Caterina van Hemessen

Catarina van Hemessen (attribuito), Ritratto di bambina in abito bianco ricamato con in mano una cinciallegra, 1559, olio su tavola, 19,7 x 14,6 cm, collezione privata.
Nonostante il numero limitato di dipinti, Caterina van Hemessen occupa un posto fondamentale nella storia dell’arte: è una delle prime pittrici fiamminghe documentate e ha realizzato uno dei primi autoritratti di un artista al lavoro, contribuendo a definire l’immagine dell’artista donna nella cultura visiva europea.
Le fonti contemporanee offrono preziose testimonianze sull’attività di Catherina van Hemessen. Lo storico dell’arte Giorgio Vasari, nella sua celebre opera Le Vite, pur concentrandosi principalmente sugli artisti italiani, menzionava anche alcune pittrici fiamminghe, sottolineando l’abilità tecnica e la precisione nel ritratto, qualità per le quali Van Hemessen era particolarmente apprezzata.
Allo stesso modo, il mercante e storico d’arte fiammingo Lodovico Guicciardini nella sua Descrittione di tutti i Paesi Bassi citava la pittrice come esempio di donna artista di talento attiva ad Anversa, confermando la sua notorietà e l’apprezzamento che riceveva tra collezionisti e mecenati contemporanei. Queste fonti, seppur limitate e talvolta frammentarie, costituiscono un importante riscontro storico che attesta la reputazione di Van Hemessen nel panorama artistico del Cinquecento e la colloca tra le figure femminili più riconosciute della pittura fiamminga del tempo. Il suo autoritratto rimane ancora oggi un’immagine potentissima: una giovane donna del XVI secolo che guarda lo spettatore mentre dipinge, affermando con naturalezza la propria identità professionale. In un periodo storico che raramente concedeva spazio alle artiste, la sua presenza rappresenta una delle prime dichiarazioni visive di autonomia femminile nell’arte europea.
In copertina: Catharina van Hemessen, Ritratto di donna, 1551, olio su tavola (probabilmente quercia) 22,8 × 17,6 cm, National Gallery, Londra. Dettaglio delle mani.