
Carlo Scarpa a Palermo: l'allestimento museografico di Palazzo Abatellis
Cronaca di un palazzo nobiliare siciliano

Autore ignoto, Trionfo della morte, 600 × 642 cm, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo.
Palazzo Abatellis è uno dei più importanti edifici storici di Palermo e rappresenta un significativo esempio di architettura gotico-catalana in Sicilia. La sua storia attraversa diversi secoli e riflette le trasformazioni politiche, religiose e culturali della città. Il palazzo fu costruito nel 1495 come residenza privata di Francesco Abatellis, alto funzionario del Regno di Sicilia, su progetto dell’architetto Matteo Carnilivari. L’edificio, situato nel quartiere della Kalsa, si distingue per l’eleganza delle forme, il grande portale, il cortile interno e le raffinate decorazioni in pietra. Alla morte di Francesco Abatellis, e in assenza di eredi, il palazzo fu destinato per testamento a diventare un monastero femminile dedicato a Santa Maria della Pietà. A partire dal 1526, le monache domenicane vi si stabilirono e l’edificio subì numerose modifiche interne per adattarlo alla vita monastica, come la suddivisione degli spazi in celle e ambienti comuni. Durante questo periodo fu anche realizzata una cappella, poi eliminata nel Seicento.
Nel corso dei secoli il palazzo mantenne la sua funzione religiosa fino al XX secolo, quando subì gravi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, in particolare nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1943. Parti dell’edificio furono distrutte o seriamente compromesse. Dopo la guerra, Palazzo Abatellis fu oggetto di un importante intervento di restauro, con l’obiettivo di recuperare la struttura storica e destinarla a uso culturale. I lavori si conclusero nei primi anni Cinquanta e nel 1954 il palazzo fu riaperto al pubblico come sede della Galleria Regionale della Sicilia, con un allestimento museografico curato dall’architetto Carlo Scarpa.
Oggi Palazzo Abatellis ospita una delle più importanti collezioni d’arte della Sicilia, con opere che vanno dal Medioevo al Seicento. Tra i capolavori conservati vi sono L’Annunziata di Antonello da Messina e il grande affresco del Trionfo della Morte. Il palazzo è quindi non solo un monumento storico, ma anche un luogo centrale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico siciliano.
Un allestimento attuale da oltre 70 anni

Una delle sale del museo di Palazzo Abatellis, Palermo.
L’allestimento vanta una storia di oltre 70 anni, durante i quali si è evoluto mantenendo intatta la propria identità e il valore culturale che lo contraddistingue. Questo lungo percorso testimonia la solidità del progetto originario e la sua capacità di attraversare generazioni, adattandosi ai cambiamenti del tempo senza perdere autenticità. La sua longevità rappresenta non solo un patrimonio storico, ma anche un segno di continuità e di profondo legame con la tradizione. L’allestimento museale di Palazzo Abatellis a Palermo, progettato da Carlo Scarpa negli anni Cinquanta, rappresenta un esempio altamente innovativo e moderno dal punto di vista del design poiché introduce un modo radicalmente nuovo di intendere il rapporto tra opera d’arte, spazio espositivo e architettura storica.
Scarpa rifiuta ogni forma di ricostruzione mimetica o decorativa dell’edificio quattrocentesco e sceglie invece di valorizzarne le stratificazioni storiche, inserendo elementi contemporanei chiaramente riconoscibili che instaurano un dialogo consapevole con l’antico. L’innovazione risiede soprattutto nella centralità attribuita all’opera d’arte, che non è più parte di una sequenza seriale ma diventa un elemento autonomo, isolato e valorizzato attraverso supporti, basamenti e cornici progettati su misura, veri e propri oggetti di design che guidano la percezione del visitatore.
Lo spazio museale viene così articolato tramite pause visive, assi prospettici e vuoti intenzionali, trasformando il percorso in un’esperienza spaziale e narrativa piuttosto che in una semplice successione di sale. Fondamentale è anche l’uso della luce, naturale e artificiale, calibrata con estrema precisione per modellare i volumi, creare gerarchie visive e sottolineare il valore simbolico delle opere, come nel celebre caso della Vergine Annunciata di Antonello da Messina, presentata quasi come un’icona contemporanea. Nei dettagli costruttivi, infine, emerge una concezione profondamente moderna del design: materiali come pietra, ferro, legno e cemento sono accostati con rigore e sensibilità artigianale, rendendo visibili giunti e incastri e affermando una poetica della chiarezza e della misura. In questo modo Palazzo Abatellis diventa non solo un museo, ma un modello di museografia contemporanea, capace di coniugare razionalità moderna, rispetto per la storia e attenzione all’esperienza percettiva del visitatore.
In copertina: la stella più luminosa dell'allestimento museografico: la sala dedicata alle opere di Antonello da Messina, che vede al centro il capolavoro della Vergine Annunciata.