cover René Magritte: l'omaggio di Louis Vuitton e Maison Margiela

René Magritte: l'omaggio di Louis Vuitton e Maison Margiela

Le atmosfere del surrealista belga ispirano il mondo della moda
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Moda

Il cielo di Magritte in passerella

Tim Walker per Louis Vuitton Men’s FW 2020.

Tim Walker per Louis Vuitton Men’s FW 2020.

Il mondo onirico e surrealista di René Magritte ha ispirato numerosi creativi contemporanei, tra cui Virgil Abloh, allora direttore artistico di Louis Vuitton Uomo, che nel 2020 dedicò alla poetica del pittore belga la sfilata "Heaven On Earth" per la collezione Fall/Winter 2020. In quell’occasione, la passerella si trasformò in una gigantesca sala immersa in un cielo azzurro punteggiato di nuvole bianche, scenografia che evocava immediatamente l’immaginario magrittiano. I modelli accedevano a questo spazio sospeso attraverso una porta e una scala, elementi che, oltre a richiamare la dimensione surreale tipica di Magritte, rimandavano anche all'iconica scena finale di "The Truman Show", simbolo di passaggio tra realtà e illusione. I completi decorati con il caratteristico cielo di Magritte, già omaggiato da John Galliano (primavera-estate 2013) e da Moschino (autunno-inverno 2014), dialogavano perfettamente con questo scenario visionario.

Gli oggetti quotidiani, ingigantiti e decontestualizzati, disseminati nello spazio della sfilata, evocavano inevitabilmente I valori personali (1952), celebre dipinto in cui Magritte colloca elementi di uso comune su uno sfondo di cielo, alterando le proporzioni e la percezione del reale. Al centro della sala, un enorme albero si innalzava fino a scomparire oltre il soffitto, con rudimentali gradini di legno fissati al tronco: un richiamo poetico e nostalgico alle case sull’albero dell’infanzia. E proprio al mondo infantile allude anche la scelta del fotografo Tim Walker, chiamato a immortalare la collezione: la sua estetica fiabesca, fatta di distorsioni grandangolari e prospettive ribassate, restituisce un universo magico osservato con gli occhi di un bambino. Non sorprende che Walker avesse già omaggiato Magritte in passato: nel 2014, per W Magazine, realizzò un servizio fotografico con Tilda Swinton, in cui l’attrice, vestita di bianco, appariva con il volto riempito di cielo e nuvole. Un chiaro rimando a Il futuro delle statue (1937), opera in cui Magritte dipinge una copia in gesso della maschera mortuaria di Napoleone con il suo tipico cielo azzurro. L’opera invita a riflettere sul senso dell’immortalità e della memoria: le nuvole possono simboleggiare tanto la gloria celeste quanto l’oblio che, come un velo, dissolve i tratti del potere e della fama. La tensione tra visibile e invisibile, presenza e dissoluzione, torna anche nella serie de La Magia Nera, dove Georgette Magritte, musa e moglie dell’artista, appare come una figura sospesa tra carne e cielo, tra umano e divino. In questi dipinti la donna diventa emblema di metamorfosi, proprio come nelle Metamorfosi di Ovidio, in cui le metafore si trasformano in realtà fisica. La fusione tra il corpo e l’elemento naturale sostituisce la trasformazione pigmalionica del simulacro in creatura viva: non più il marmo che si fa carne, ma la carne che si dissolve nello spazio, in un’unione poetica e quasi panteistica con l’infinito.

Gli amanti in Maison Margiela

Fotogramma tratto da "2013", il videoclip dei Primal Scream diretto da Rei Nadal. Le maschere indossate sono di Maison Margiela.

Fotogramma tratto da "2013", il videoclip dei Primal Scream diretto da Rei Nadal. Le maschere indossate sono di Maison Margiela.

Tema iconografico ricorrente nella pittura di Magritte è quello degli amanti: tra gli anni Venti e Trenta il pittore riproduce più volte coppie nell'atto di baciarsi, o semplicemente l'uno di fianco all'altra, con i volti coperti da bianchi lenzuoli dal panneggio scultoreo. Nella versione più celebre, al centro del dipinto, la coppia è ritratta mentre si bacia con un telo che copre le loro teste e impedisce loro di vedersi e di comunicare, trasformando un gesto intimo in un’immagine di straniamento e tensione emotiva. Anche il panneggio marcato dei tessuti contribuisce a creare un senso di mistero, evocando quasi i chiaroscuri della tradizione classica. Lo sfondo, caratterizzato da una parete rossa su cui si staglia una cornice classica, inserisce i protagonisti in un contesto quasi teatrale, accentuando il contrasto tra vicinanza fisica e distanza emotiva. Diverse interpretazioni hanno cercato di spiegare questo motivo ricorrente: alcuni critici lo collegano al suicidio della madre di Magritte, affetta da grave depressione, che si gettò nel fiume Sambre quando il giovane René aveva solo 14 anni. Fu ripescata giorni dopo, con il viso nascosto dalla camicia da notte. Altri ritengono che l’ossessione per la copertura dei volti rifletta invece una tensione interiore dell’artista verso l’ignoto e il mistero della presenza umana.

Tale atmosfera affannosa verrà ripresa nel videoclip del singolo dei Primal Scream, intitolato 2013, e uscito per l’album More Light, dello stesso anno. Il video integrale, di 9 minuti, diretto da Rei Nadal, allora ventiduenne e debuttante alla regia, è un susseguirsi di immagini disforiche: scene di tassidermia con falene morenti, bondage, pazienti psichiatrici e fughe attraverso i boschi, accompagnano, con una color e una fotografia magistrali, un testo di profonda critica sociale. La canzone, come ha dichiarato Bobby Gillespie, leader della band, si scaglia contro l’implacabile ingranaggio capitalista, atto a schiavizzare le classi meno abbienti per mezzo del precariato del lavoro, ma anche contro una pop culture ormai anestetizzata e devitalizzata, incapace di resistere o reagire attraverso una qualunque forma di protesta. Tra le immagini di 2013, rivive l'iconografia del bacio degli Amanti di René Magritte: per la scena, estremamente suggestiva, sono state utilizzate le iconiche maschere di Maison Margiela.

In copertina: René Magritte, Gli amanti, 1928, olio su tela, 54 × 73 cm, The Museum of Modern Art, New York. Dettaglio.