cover L'estrazione della pietra della follia di Hieronymus Bosch

L'estrazione della pietra della follia di Hieronymus Bosch

L'interpretazione di Hieronymus Bosch di un soggetto iconografico molto in voga nella pittura fiamminga
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L'opera del mese

Una scena sui generis

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid.

Al centro della composizione compare un uomo anziano seduto su una sedia mentre un presunto chirurgo incide il suo cranio per estrarre la cosiddetta “pietra della follia”. Secondo una diffusa credenza folklorica dell’Europa tardomedievale, la stupidità e la follia sarebbero state causate dalla presenza di una pietra all’interno della testa. Bosch rappresenta questa credenza in forma letterale, ma con evidenti elementi di ironia e critica sociale. Il medico indossa sul capo un imbuto rovesciato, simbolo frequentemente associato all’inganno e alla falsa sapienza nell’iconografia nordica del periodo.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della donna con il libro chiuso sulla testa.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della donna con il libro chiuso sulla testa.

Accanto alla scena si trovano una donna con un libro chiuso sulla testa e un religioso, figure che gli studiosi interpretano come riferimenti alla corruzione o all’inefficacia delle istituzioni deputate alla trasmissione del sapere e dell’autorità morale. Un dettaglio particolarmente significativo è che dall’incisione non viene estratta una pietra ma un fiore. Questo elemento suggerisce che Bosch non stia illustrando una procedura medica reale, bensì una rappresentazione allegorica dell’inganno e dell’assurdità di chi pretende di curare la follia con mezzi miracolosi o pseudoscientifici.

La tradizione della "pietra della follia"

Pieter Bruguel il Vecchio, Estrazione della pietra della follia o un'operazione alla testa, 1557, olio su tavola, Musée de l'Hôtel Sandelin a Saint-Omer.

Pieter Bruguel il Vecchio, Estrazione della pietra della follia o un'operazione alla testa, 1557, olio su tavola, Musée de l'Hôtel Sandelin a Saint-Omer.

L’idea dell’estrazione della pietra della follia era ben nota nella cultura popolare dei Paesi Bassi tra XV e XVI secolo. Diverse opere fiamminghe e olandesi raffigurano scene analoghe, spesso con intenti moralizzanti o satirici. Gli studi storici non hanno però trovato prove convincenti dell’esistenza di una pratica chirurgica realmente finalizzata a rimuovere una presunta pietra responsabile della follia. Piuttosto, tali immagini sembrano alludere alla credulità dei pazienti e alla presenza di ciarlatani che sfruttavano l’ignoranza popolare.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio del presunto medico, del paziente e del religioso.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio del presunto medico, del paziente e del religioso.

Alcuni studiosi hanno evidenziato che Bosch poteva essere a conoscenza della trapanazione cranica, una procedura chirurgica realmente praticata in Europa fin dall’antichità per trattare traumi e altre patologie. Tuttavia, la maggior parte delle interpretazioni considera il dipinto soprattutto una satira morale piuttosto che la rappresentazione di un intervento medico autentico.

L'iscrizione e il significato morale dell'opera

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della porzione di iscrizione nella parte superiore della tavola.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della porzione di iscrizione nella parte superiore della tavola.

L’opera presenta una celebre iscrizione in lingua neerlandese che può essere tradotta approssimativamente come: «Maestro, toglietemi presto questa pietra; il mio nome è Lubbert Das». Lubbert Das era un personaggio proverbiale associato alla stupidità e alla credulità nella cultura popolare fiamminga. La sua presenza rafforza l’interpretazione del dipinto come denuncia dell’inganno e dell’autoinganno umano.

Bosch suggerisce che il vero problema non sia una pietra fisica nel cervello, bensì la tendenza dell’uomo ad affidarsi a false autorità, superstizioni e rimedi privi di fondamento. In questo senso, l’opera anticipa una critica alla pseudoscienza che mantiene una sorprendente attualità.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della porzione di iscrizione nella parte inferiore della tavola.

Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio della porzione di iscrizione nella parte inferiore della tavola.

L’estrazione della pietra della follia costituisce una delle più acute riflessioni di Bosch sulla natura dell’errore umano. Attraverso una scena apparentemente medica, l’artista denuncia la credulità popolare, il potere dei ciarlatani e la fragilità della conoscenza. Inserita nel più ampio universo simbolico boschiano, e posta in dialogo con opere come La nave dei folli, essa testimonia una visione profondamente critica della società del suo tempo.

A oltre cinque secoli dalla sua realizzazione, il dipinto continua a interrogare lo spettatore su temi universali: il rapporto tra sapere e ignoranza, tra verità e inganno, tra ragione e follia.

Un confronto con la Nave dei folli

Hieronymus Bosch, La nave dei folli, 1494 circa, olio su tavola, 57,9 × 32,6 cm, Museo del Louvre, Parigi.

Hieronymus Bosch, La nave dei folli, 1494 circa, olio su tavola, 57,9 × 32,6 cm, Museo del Louvre, Parigi.

Per comprendere pienamente L’estrazione della pietra della follia è utile considerarla insieme a un’altra celebre opera di Bosch, La nave dei folli, oggi conservata presso il Musée du Louvre. Entrambi i dipinti affrontano il tema della follia umana attraverso il linguaggio dell’allegoria. La nave dei folli mostra un gruppo di individui che naviga senza meta su una fragile imbarcazione, impegnato in attività frivole e prive di senso. L’opera viene generalmente collegata alla tradizione letteraria della Das Narrenschiff (La nave dei folli) di Sebastian Brant, pubblicata nel 1494, uno dei testi satirici più influenti dell’Europa tardomedievale.

Mentre nella Nave dei folli Bosch rappresenta una collettività incapace di orientarsi moralmente e spiritualmente, nell’Estrazione della pietra della follia concentra l’attenzione sul singolo individuo che si lascia ingannare da false promesse di guarigione. In entrambi i casi la follia non è una malattia mentale in senso moderno, ma una condizione morale e intellettuale caratterizzata da ignoranza, vanità e incapacità di discernimento.

In copertina: Hieronymus Bosch, L'estrazione della pietra della follia, 1494 circa, olio su tavola, 48 × 35 cm, Museo del Prado, Madrid. Dettaglio.