cover Leonardo da Vinci: il genio che inventò il design del futuro

Leonardo da Vinci: il genio che inventò il design del futuro

Come i disegni rinascimentali di Leonardo da Vinci hanno anticipato invenzioni e pratiche dell'epoca moderna e contemporanea
6'
Design

Perché possiamo considerare Leonardo padre del design moderno?

Leonardo da Vinci?, Presunto studio di bicicletta, Codice Atlantico, folio 133 v, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano.

Leonardo da Vinci?, Presunto studio di bicicletta, Codice Atlantico, folio 133 v, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano.

Quando si parla di design visionario, nessun nome risuona con più forza di quello di Leonardo da Vinci. Ebbene sì, proprio lui: il genio per antonomasia. Il più grande artista del Rinascimento e forse, proprio per la varietà e l'estensione dei suoi interessi - fu infatti musicista di corte, pittore, ingegnere, scienziato, filosofo e anatomista, ma anche designer ante litteram, di tutti i tempi. Leonardo non si limitò a immaginare macchine funzionali: ideò oggetti in cui forma ed estetica si fondono con funzionalità e utilità, anticipando di secoli i principi del design moderno.

Nel Rinascimento l’artista era anche inventore e Leonardo incarna alla perfezione questa fusione tra arte e scienza. Nei suoi taccuini – dal Codice Atlantico al Codice di Madrid – si trovano centinaia di disegni di meccanismi, strumenti e strutture, studiati con una precisione quasi industriale. Quello che oggi chiameremmo progetto di design per Leonardo era un gesto di conoscenza: comprendere come funziona il mondo per riprodurlo, o migliorarlo.

Leonardo viveva in un'epoca in cui le discipline non erano compartimentate in maniera così netta come oggi: l’arte e la scienza, la tecnica e l’estetica erano parti di un’unica visione del sapere. Nei suoi disegni, tramandati in codici come il Codice Atlantico, il Codice di Madrid o il Codice Arundel, Leonardo annota migliaia di disegni e schemi di macchine, strumenti e dispositivi che spaziano dall’ingegneria alla meccanica di precisione, dalla scenografia teatrale alla moda. Tra i progetti più notevoli vale la pena segnalare: il tornio automatico e la macchina per avvolgere corde, anticipazioni delle tecniche di produzione seriale; la macchina per limare gli specchi concavi, ideata per costruire strumenti ottici e scientifici, segno di un pensiero che unisce arte e tecnologia e la sega idraulica, alimentata dal moto dell’acqua, una vera intuizione di design sostenibile, capace di sfruttare risorse naturali rinnovabili. Questi strumenti ci parlano dunque di un Leonardo interessato non solo alla funzionalità meccanica, ma anche alla ergonomia e all’ottimizzazione del lavoro umano — concetti fondamentali nel design industriale moderno.

Il design come imitazione della natura

Leonardo da Vinci, Studio per paracadute, Codice Atlantico, folio 1058 v, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Leonardo da Vinci, Studio per paracadute, Codice Atlantico, folio 1058 v, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Il desiderio di imitare la natura, aspirazione massima e perfezione assoluta, è il motore di tutto il pensiero progettuale leonardesco. Tra le invenzioni più celebri troviamo le macchine volanti, ispirate all’anatomia e al volo degli uccelli e dei pipistrelli. Nessun tema appassiona Leonardo tanto quanto il volo. Nei suoi studi osserva il movimento degli uccelli, analizza la struttura delle ali e la dinamica del movimento e misura le correnti d’aria. Il suo obiettivo non è solo creare una macchina capace di sollevarsi da terra, ma progettare un dispositivo che riproduca il gesto naturale del volo in modo armonico ed efficiente.

Tra le sue invenzioni più famose ci sono senza dubbio la vite aerea, considerata il prototipo dell’elicottero moderno: una struttura elicoidale in tela e canne di giunco, che Leonardo immaginava potesse sollevarsi ruotando rapidamente e il paracadute piramidale, progettato in lino e legno, che anticipa di oltre tre secoli il primo paracadute realmente costruito. Il tratto distintivo di questi progetti è la fusione di funzionalità e grazia naturale: Leonardo non copia la natura, ma a essa si ispira, interpretandola. Il suo ornitotterocongegno con ali mobili azionate dalla forza umana (i muscoli umani avrebbero attivato pedali e leve) è disegnato con un’incredibile precisione anatomica e meccanica anticipano un’idea di ergonomia e biomimetica: concetti centrali nel design contemporaneo, nati già nel XV secolo nella mente e nei disegni del grande Leonardo.

Design come scienza dell'armonia

Leonardo da Vinci, Viola organista, Codice Atlantico, folio 586r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Leonardo da Vinci, Viola organista, Codice Atlantico, folio 586r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Per Leonardo, come abbiamo anticipato, l'estetica e la bellezza non erano tanto elementi decorativi, quanto più una conseguenza naturale dell’ordine e dell’efficienza. Le sue macchine idrauliche, i ponti retrattili, le gru, gli strumenti musicali e persino gli abiti e gli accessori disegnati per le feste ducali a Milano mostrano una visione in cui il design è esperienza totale: estetica, funzionale e sensoriale insieme. Un concetto che anticipa la definizione moderna del design come disciplina che unisce tecnologia, arte e umanità.

Gli esempi più lampanti di questa sensibilità sono proprio le macchine teatrali per le feste ducali, capaci di creare effetti scenici complessi, veri e propri prototipi di design esperienziale. I costumi e accessori di scena ideati da Leonardo, in cui ingegno tecnico e senso estetico si fondono. Gli strumenti musicali innovativi, come la viola organista, che unisce tastiera e corde in un meccanismo capace di produrre un suono continuo: un ponte tra arte, meccanica e design acustico. In ogni disegno Leonardo dimostra un’attenzione costante per la relazione tra forma, funzione e percezione, anticipando di secoli la nozione di design come disciplina dell’armonia.

Design e movimento: dalle macchine belliche ai veicoli

Leonardo da Vinci, Macchine ossidanti per la difesa delle mura e Bombardiere, Codice Atlantico, folio 1084r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Leonardo da Vinci, Macchine ossidanti per la difesa delle mura e Bombardiere, Codice Atlantico, folio 1084r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Non meno avveniristiche sono le sue macchine da guerra carri armati, catapulte, armi a ripetizione e i progetti di veicoli autonomi, come il celebre “carro semovente”. Questo dispositivo, azionato da molle, può essere considerato una delle prime intuizioni di mobilità meccanica – un’idea che prefigura l’automobile. Leonardo, tuttavia, non era un semplice inventore di strumenti: dietro le sue creazioni, dietro la funzionalità e il pragmatismo, emerge comunque sempre un pensiero estetico. I suoi disegni mostrano un’attenzione al bilanciamento delle forme, alla simmetria e alla proporzione che rivelano una mente da designer consapevole dell’impatto visivo del progetto.

L'eredità di Leonardo nel design

Leonardo da Vinci, Macchina per sollevare colonne, Codice Atlantico, folio 138r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Leonardo da Vinci, Macchina per sollevare colonne, Codice Atlantico, folio 138r, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Milano. © Ambrosiana

Molti dei progetti di Leonardo rimasero irrealizzati per limiti tecnici del suo tempo, ma il loro valore risiede nella mentalità progettuale che introducono. Oggi designer e architetti come Norman Foster o Renzo Piano riconoscono in Leonardo il primo a intuire che il progetto è un atto di visione, non solo di costruzione. La sua vite aerea prefigura l’elicottero di Igor Sikorsky, la macchina per tessere anticipa i telai meccanici ottocenteschi, e la viola organista ha ispirato, secoli dopo, strumenti musicali sperimentali e installazioni sonore di design contemporaneo. La sua capacità di pensare in termini di sistema, di relazione tra elementi, anticipa il design thinking contemporaneo e l’idea di innovazione sostenibile.

Non ultimo per importanza, il contributo di Leonardo nello sviluppo di oggetti e utensili di semplice ed efficace utilizzo. Le sue ricerche erano volte a una semplificazione dell'esperienza umana, ponendo l'uomo al centro. Esempio lampante è la macchina per sollevare colonne, che combina alla perfezione sofisticata ingegneria e semplicità d’uso: un progetto che oggi definiremmo user-centered design, ovvero di un design centrato sull'utente, sulle esigenze della sua esperienza. Per Leonardo, ogni macchina o strumento doveva essere comprensibile, proporzionato e armonico rispetto al corpo e alla mente umana. La progettazione di qualsiasi dispositivo doveva necessariamente partire da come l’uomo lo avrebbe azionato, quanto sforzo avrebbe richiesto, quale gesto o percezione avrebbe generato.

Ciò si traduce nel fatto che nell'ideare macchine da lavoro come gru, argani e carrucole che dovevano servire a ridurre lo sforzo fisico dei lavoratori, Leonardo ponesse grande attenzione alla postura e alla distribuzione della forza: il dispositivo deve aiutare l’uomo, non sfiancarlo. Allo stesso modo, nella progettazione di macchine da guerra, architetture belliche e progetti militari, come il ponte retrattile portatile, Leonardo cerca soluzioni semplici da montare e smontare rapidamente, adattabili al contesto e facilmente trasportabili. Come massima espressione della mente e dell'animo rinascimentale, per Leonardo l'Uomo era davvero misura di tutte le cose. Questa convinzione, influenzata dalla tradizione umanistica ed espressa in ogni suo lavoro - emblematico l'Uomo vitruviano, guida anche la sua attività progettuale. Le proporzioni del corpo, i gesti naturali, la percezione visiva e tattile diventano criteri di progettazione. Leonardo non disegna mai solo oggetti, utensili e macchine, ma definisce per primo le esperienze d’uso — ciò che oggi appunto chiamiamo user experience (UX).

In copertina: dettaglio della ricostruzione della Vita Aerea progettata da Leonardo nei suoi scritti. © Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci