
Le bolognesi di Antonio Masotti
Chi era Antonio Masotti

Una giovane donna con sguardo malinconico, appoggiata a un portico del centro storico di Bologna. Foto di Antonio Masotti © Cineteca
Il nome di Antonio Masotti (Calderara di Reno, 1918 – Bologna, 2003) è indissolubilmente connesso a quello della città di Bologna. Masotti è infatti stato un importante fotografo italiano del Novecento, legato profondamente alla città felsinea. Dilettante fino al 1970, quando si dedicherà interamente alla fotografia collaborando con importanti istituzioni cittadine, Masotti era uno degli esponenti più prolifici del Circolo Fotografico Bolognese col quale aveva partecipato, con sempre maggiore successo e riscontro, a esposizioni nazionali e internazionali.
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta pubblica le sue prime raccolte. A cura del giornalista Giorgio Ruggeri escono Ritorno sotto i portici e Le torri di Bologna, ma è il volume Le Bolognesi del 1963 a consacrarlo presso la critica. Nel corso della sua lunga attività si interessò fotograficamente a diversi ambiti; dal teatro al cinema, dall’arte all’architettura, ha infatti documentato molte rappresentazioni teatrali e stabilito una pluriennale collaborazione con l’architetto Glauco Gresleri, realizzando immagini che coniugano sensibilità narrativa e attenzione formale.
In carriera Antonio Masotti ha partecipato a concorsi fotografici ricevendo premi in Italia ed in Europa e sue fotografie fanno parte oggi di archivi di importanti musei europei e americani. I suoi scatti furono pubblicati su riviste di fama internazionale come Vogue, Domus, Pirelli e Camera, lasciando un archivio straordinario sulla vita culturale e umana bolognese.
Oggi, la sua opera costituisce una testimonianza fondamentale delle trasformazioni sociali del secondo Novecento e la mostra in corso nella Galleria del Modernissimo è un'occasione unica per riscoprirla.
Fotografie e inediti dall'Archivio di Antonio Masotti

Alcune delle fotografie originali della serie "Le bolognesi" di Antonio Masotti. © Cineteca
L’archivio fotografico Antonio Masotti racchiude migliaia di scatti che abbracciano un arco temporale che va da metà degli anni ’50 al 2000, anni nei quali Masotti è stato testimone e narratore di immagini del movimento artistico a Bologna. Fotografo ufficiale della Galleria d’Arte Moderna di Bologna (GAM), ha documentato le Settimane della Performance, durante Arte Fiera, dalla metà degli anni Settanta alla metà degli anni Ottanta: degne di nota le performance di Marina Abramović e di Fabio Mauri con protagonista Pier Paolo Pasolini. La frequentazione di artisti ha permesso a Masotti di ritrarli in situazioni a loro congeniali e nello stesso tempo di mettere assieme importanti scatti, non ultimo quello di Giorgio Morandi nel suo studio di Via Fondazza, in cui lascia traccia di contaminata partecipazione. Con alcuni di loro il sodalizio è durato per molti anni ed ha prodotto in alcuni casi la collaborazione al commento fotografico per volumi monografici.
Ampia parte dell’archivio contiene le fotografie cosiddette di genere, scatti che raccontano la quotidianità, la spontaneità dei gesti e delle abitudini che accompagnano la vita delle persone e immagini e scorci di alcune tra le più importanti città dell’Emilia Romagna che sono sfociati in volumi dedicati accompagnati da testi di scrittori e giornalisti di chiara fama. Una selezione delle fotografie che ritrae le donne di Bologna, rappresenta il nucleo in esposizione nella mostra "Le bolognesi" di Antonio Masotti, attualmente in corso.
La mostra "Le bolognesi" di Antonio Masotti nella Galleria del Modernissimo

Una giovane barista, colta in uno degli scatti di Antonio Masotti. © Cineteca
La mostra "Le bolognesi" di Antonio Masotti propone una selezione di immagini a partire dal decisamente più ampio corpus prodotto dal fotografo intorno a questo tema. La serie dedicata alle donne di Bologna è infatti composta da più di 5500 fotografie, tra negativi e stampe di vario formato, raccolte tra i materiali conservati presso gli archivi della Cineteca e quelli provenienti dall’Archivio privato Antonio Masotti, ora inventariate e digitalizzate.
Solo una piccola parte di questi scatti sono andati a confluire all’interno del volume "Le Bolognesi", edito da Nuova Abes nel 1963, con testi di Riccardo Bacchelli e Massimo Dursi, ancora oggi ricordato come uno dei libri fotografici più rilevanti del genere.
Il piccolo percorso espositivo allestito nella galleria sotterranea del cinema Modernissimo di Bologna si propone proprio come una passeggiata per la città, tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 e come un tributo d’amore per la Bologna. Aspetto fondamentale da sottolineare è che, nelle fotografie di Masotti, le donne sono assolute protagoniste di tutte queste immagini, padrone della città che abitano, e lo sguardo di Antonio Masotti registra volti e corpi con una sincerità poetica e quasi giornalistica, sempre aperta e rispettosa, sia negli scatti posati che in quelli rubati.
Le donne e la città di Bologna

Una fruttivendola del centro di Bologna, immortalata da Antonio Masotti. © Cineteca
La mostra, potrebbe a prima vista essere fraintesa come una delle tante operazioni visive in cui la donna viene relegata a semplice soggetto, oggetto dello sguardo maschile. E invece accade il contrario. Negli scatti di Masotti le donne emergono come protagoniste autentiche: custodi di un legame profondo, quasi simbiotico, con la città. Non sono figure passive, ma presenze vive, radicate nello spazio urbano e nella quotidianità. Sono donne libere, forti, intense.
Le immagini raccontano lavoratrici nei ristoranti, nelle edicole, nei negozi e nelle tante attività commerciali che hanno animato Bologna, restituendo dignità e centralità a gesti spesso invisibili. Accanto a queste, compaiono anche scatti più costruiti, posati, che ritraggono giovani donne di grande bellezza, senza però scadere nella superficialità o nella mera estetizzazione.
Ciò che unisce tutte le fotografie è uno sguardo rispettoso e partecipe, capace di cogliere la complessità dell’identità femminile e il suo dialogo continuo con la città. Masotti non osserva da fuori, non è uno spettatore distaccato: sembra piuttosto entrare in relazione con le sue protagoniste, restituendo immagini che parlano di presenza, forza e appartenenza.
Visitare la mostra è stato come intraprendere un piccolo viaggio indietro nel tempo. Scatto dopo scatto, ho avuto la sensazione di entrare in una dimensione sospesa, dove i volti e le storie ritratte continuano a vivere oltre l’istante fotografico.
Mi sono sentita profondamente vicina a quelle donne: studentesse e lavoratrici attraversate da sogni, aspettative, desideri ancora da scrivere. In quei volti ho riconosciuto qualcosa di familiare, quasi speculare, come se il tempo si piegasse e annullasse le distanze tra generazioni.
E inevitabilmente dentro di me si è fatta strada una domanda silenziosa: dove saranno oggi? Che strade avranno preso? Quali sogni avranno realizzato e quali, invece, avranno dovuto accantonare? Sono pensieri che accompagnano la visita e che rendono l’esperienza ancora più intensa, perché trasformano le immagini in storie possibili, in vite che continuano oltre la fotografia. È proprio questa capacità di evocare empatia e riflessione che rende la mostra simile a un incontro, intimo e universale, con il tempo, con la città e con se stessi.
Visitare la mostra "Le bolognesi" di Antonio Masotti

Alcuni degli scatti di Antonio Masotti, esposti nella mostra "Le bolognesi", nella Galleria Modernissimo.
Vuoi visitare anche tu la mostra? Ecco tutte le informazioni di cui hai bisogno per pianificare la visita!
Titolo: LE BOLOGNESI Fotografie note e inedite dagli archivi di Antonio Masotti
Luogo: Galleria Modernissimo (ex Sottopasso di Piazza Re Enzo)
Quando: dal 24 aprile al 7 giugno 2026
Orari: Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 14.00 – 20.00; sabato, domenica e festivi 10.00 – 20.00 - Ultimo accesso: ore 19; Martedì chiuso
Biglietto: dal 5 marzo, il biglietto cumulativo comprensivo della visita alle mostre LE BOLOGNESI e VIVA VARDA! ha i seguenti prezzi: intero: 11 €; ridotto: 9 €; ridotto Amici e Sostenitori della Cineteca: 8 €; ridotto studenti e studentesse Unibo: 5 €.
In copertina: uno degli scatti di Antonio Masotti, che ritrae due donne bolognesi in uscita dal sottopasso pedonale di Via Rizzoli. Lo stesso sottopasso che dopo anni di disuso, è attualmente lo spazio che ospita la mostra fotografica. © Cineteca