cover La Cappella Caracciolo del Sole a Napoli: scrigno di arte e mistero

La Cappella Caracciolo del Sole a Napoli: scrigno di arte e mistero

Il significato esoterico della decorazione della Chiesa di San Giovanni a Carbonara e della sua Cappella principale

La Chiesa di San Giovanni a Carbonara

La facciata della Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli.

La facciata della Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli.

La chiesa di San Giovanni a Carbonara, situata nel cuore di Napoli, è uno dei complessi religiosi più affascinanti della città, non solo per il valore storico, ma anche per la ricchezza artistica che custodisce. Il suo nome, “Carbonara”, probabilmente deriva dal toponimo medievale “Carbonetum”, un’area un tempo periferica e marginale della città. La costruzione della chiesa iniziò nel 1343 grazie a una donazione di Gualtiero Galeota alla comunità degli eremitani di Sant’Agostino, che erano allora i titolari del convento annesso. Nei decenni successivi il cantiere subì ampliamenti e modifiche, soprattutto sotto l’impulso del re Ladislao di Durazzo, che volle essere sepolto qui, promuovendo la realizzazione di un monumento funebre monumentale. La chiesa, così, assume un duplice ruolo: luogo di culto e mausoleo di potere politico e familiare.

L’edificio ha una pianta a croce latina, con navata unica e absidi laterali. All’esterno, la facciata è impreziosita da uno scenografico scalone in piperno a doppia rampa, realizzato nel Settecento da Ferdinando Sanfelice. All’interno, la chiesa è un vero e proprio scrigno di monumenti funebri, affreschi, marmi policromi e stemmi nobiliari, che raccontano secoli di storia artistica tra Tardo Medioevo e primo Rinascimento. Tra le cappelle laterali spicca per importanza la Cappella Caracciolo del Sole, voluta come cappella gentilizia della potente famiglia Caracciolo del Sole.

La Cappella della famiglia Caracciolo del Sole

Decorazione ad affresco della Cappella Caracciolo del Sole, nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli.

Decorazione ad affresco della Cappella Caracciolo del Sole, nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli.

La Cappella Caracciolo del Sole fu fatta edificare nel 1427 da Sergianni Caracciolo, Gran Siniscalco del Regno di Napoli, conte di Avellino, duca di Venosa e amante della regina Giovanna II, che morì assassinato nel 1432 in un complotto di corte, come sede del suo sepolcro e luogo di culto familiare. La cupola fu affrescata nella seconda metà del '400 con gli stemmi familiari, come quello del leone rampante al centro di un sole raggiato. Nel corso della sua storia, ha subìto tre crolli e altrettante ricostruzioni. L'ultima è stata nel Novecento, realizzata in uno stile discordante con l'insieme originario.

Sergianni fu assassinato nel 1432, ma il monumento funebre fu realizzato dal figlio Troiano, probabilmente affidandolo ad Andrea da Firenze o alla sua bottega. Il sepolcro è articolato in tre ordini: il primo è costituito da una base con motivi floreali su cui poggiano cinque statue di virtù armate; il secondo ordine è formato dal fronte della cassa, decorato con due guerrieri recanti lo stemma della famiglia, due geni alati con una corona d'alloro con lo stemma e scene con l'Arcangelo Michele sui lati. La lastra marmorea della parte superiore della cassa che costituisce il terzo ordine riporta un'iscrizione commemorativa che narra la vita e la tragica fine di Sergianni, composta da Lorenzo Valla. Le sculture figurative del monumento appaiono rigide e prive di espressività, in contrasto con la raffinatezza delle decorazioni e i dettagli dell'abbigliamento delle virtù. Uno stile legato alla tradizione, ma che segna un passo avanti verso il Rinascimento napoletano. La cappella ha una pianta circolare e si trova dietro l’abside della chiesa. Il pavimento è un capolavoro di maioliche invetriate, mattonelle quadrate ed esagonali, dipinte a mano libera da botteghe fiorentine del 1440‑45, raffiguranti animali fantastici, fiori, figure vestite, piante e fiori ispirati all'arte orientale, stemmi e simboli araldici della famiglia.

Le pareti interne della cappella, interamente affrescate nella seconda metà del Quattrocento, sono suddivise in otto compartimenti affrescati con scene di vita eremitica e mariana. Nella fascia inferiore troviamo le “Storie degli eremiti agostiniani” di Perinetto da Benevento, nella fascia media e alta le “Storie della Vergine” di Leonardo da Besozzo e, infine, un ciclo di Santi attribuito ad Antonio da Fabriano. La pittura fonde il gotico internazionale, con dorature e preziosità dei colori, a prime aperture rinascimentali, soprattutto nella resa dello spazio e dei contesti urbani. Da un punto di vista esoterico, la Cappella Caracciolo del Sole custodisce simboli e significati nascosti. La Natività della Vergine, per esempio, può essere interpretata come espressione della “sapienza divina incarnata” o Sophia, simbolo di rigenerazione spirituale e luce interiore. Lo stemma del sole della famiglia, presente all’ingresso e nel pavimento, non è solo araldico: rappresenta la luce cosmica e il ruolo della famiglia come tramite della sapienza divina. Il ciclo degli eremiti suggerisce un percorso iniziatico, che dalla condizione terrestre porta alla contemplazione spirituale, mentre la posizione stessa della cappella, nascosta dietro il monumento a Ladislao, simboleggia il passaggio dal potere terreno alla luce spirituale.

Un’osservazione attenta rivela un vero itinerario simbolico: il pavimento rappresenta la materia e le radici; le pareti con gli eremiti e la Vergine indicano la via dell’anima verso la luce; la parte alta della cappella, con la Vergine incoronata, gli angeli e il sole, simboleggia l’unità e la trascendenza. La Cappella Caracciolo del Sole è quindi un luogo dove arte, devozione e simbolismo si intrecciano, offrendo al visitatore non solo una meraviglia artistica, ma anche un percorso meditativo e quasi iniziatico. Visitando la cappella, è utile partire dal pavimento, osservare le maioliche e salire con lo sguardo lungo le fasce degli affreschi. Gli stemmi e i simboli della luce solare invitano a una contemplazione attenta, rivelando come la famiglia, la fede e l’arte possano fondersi in un microcosmo di mistero e sapienza.

In copertina: dettaglio della decorazione della Cappella Caracciolo del Sole, nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Napoli.