cover Dalle “palle” ai cuori: storia, design e rebranding dello stemma della famiglia Colleoni

Dalle “palle” ai cuori: storia, design e rebranding dello stemma della famiglia Colleoni

L'araldica come origine del branding moderno: il curioso caso dello stemma Colleoni
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Design

Il curioso caso dello stemma della famiglia Colleoni

Stemma della famiglia Colleoni.

Stemma della famiglia Colleoni.

Nel mondo del design esistono casi curiosi e quello che stiamo per affrontare è proprio uno di questi. Molto prima che esistesse il branding moderno, l’araldica svolgeva già la stessa funzione attraverso il design degli stemmi: creare simboli semplici, riconoscibili e ripetibili capaci di rappresentare l’identità e il prestigio di una famiglia.

Uno degli esempi più affascinanti di araldica italiana è costituito dallo stemma della famiglia Colleoni. Oggi molte persone che lo osservano per la prima volta vedono tre cuori rossi disposti verticalmente su fondo chiaro. In realtà la sua origine è molto più esplicita, e racconta una storia che intreccia ironia medievale, propaganda politica e trasformazioni culturali nel modo in cui leggiamo le immagini.

Bartolomeo Colleoni: il protagonista della casata

Andrea del Verrocchio, Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni, Campo Santi Giovanni e Paolo, Venezia.

Andrea del Verrocchio, Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni, Campo Santi Giovanni e Paolo, Venezia.

La famiglia Colleoni è una delle più importanti casate lombarde del Medioevo e del primo Rinascimento. Il loro nome è indissolubilmente legato alla figura di Bartolomeo Colleoni, nato nel 1395 e diventato uno dei più celebri condottieri italiani del Quattrocento. La sua carriera militare si svolse in un periodo in cui gli eserciti erano spesso guidati da capitani di ventura, comandanti professionisti che combattevano al servizio delle diverse potenze italiane. Colleoni combatté per varie signorie e stati regionali, tra cui il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, fino a diventare capitano generale dell’esercito veneziano, una delle cariche militari più prestigiose dell’epoca.

La fortuna politica e militare di Bartolomeo Colleoni contribuì enormemente alla diffusione dell’emblema della sua famiglia. Lo stemma araldico dei Colleoni è tradizionalmente descritto come composto da tre paia di testicoli rossi su campo argento. Si tratta di uno stemma parlante, cioè di un simbolo che allude direttamente al cognome della famiglia attraverso un gioco visivo. Nel Medioevo questo tipo di ironia araldica non era affatto raro. Molti stemmi utilizzavano simboli che richiamavano foneticamente o visivamente il nome della casata, creando una sorta di logo ante litteram facilmente riconoscibile.

Nel caso dei Colleoni, il gioco era particolarmente diretto. Il simbolo rappresentava chiaramente tre coppie di testicoli stilizzati, un’allusione esplicita al cognome. Oggi questo può sembrare sorprendente o persino provocatorio, ma nel contesto medievale non aveva necessariamente la stessa connotazione imbarazzante che attribuiamo oggi a questo tipo di immagini. L’araldica era un linguaggio visivo molto concreto, spesso ironico e talvolta volutamente provocatorio.

Bartolomeo Colleoni era orgoglioso del proprio nome di famiglia, derivato dalla parola latina "coleus" (testicolo), tanto che ne fece il suo grido di battaglia: "Coglia, coglia" ("coglioni, coglioni"). Anche in molti documenti ufficiali Bartolomeo viene definito "Coleus" e ciò dimostra infondata l'etimologia "aulica" riportata da alcuni storici secondo i quali il nome Colleoni deriva dal latino "cum lione" o "caput lionis".

Con l’ascesa di Bartolomeo Colleoni lo stemma iniziò ad apparire ovunque. Il condottiero lo utilizzò come segno di identità e di prestigio personale, facendolo incidere su armature, stendardi, edifici e opere d’arte. In questo senso la strategia visiva dei Colleoni ricorda molto le pratiche di branding contemporanee: la ripetizione costante del simbolo serviva a rafforzare la riconoscibilità e il prestigio della famiglia.

La Cappella Colleoni a Bergamo: il manifesto visivo dello stemma

Lo stemma della famiglia Colleoni nella cancellata della Cappella Colleoni a Bergamo.

Lo stemma della famiglia Colleoni nella cancellata della Cappella Colleoni a Bergamo.

Uno dei luoghi in cui questo simbolo è più visibile ancora oggi è la Cappella Colleoni a Bergamo, costruita nella seconda metà del Quattrocento come mausoleo personale del condottiero. La cappella è considerata uno dei capolavori del Rinascimento lombardo e rappresenta una vera celebrazione del potere e della memoria della famiglia. Lo stemma dei Colleoni appare ripetutamente nella decorazione dell’edificio, integrato nei motivi marmorei della facciata, nei pavimenti e negli elementi scultorei. La ripetizione del simbolo crea quasi un pattern grafico che trasforma l’emblema araldico in un elemento decorativo e identitario.

La famiglia utilizzò lo stemma anche nelle opere d’arte commissionate per celebrare la propria immagine pubblica. Tra queste si ricorda la cosiddetta Pala Colleoni, una pala d’altare legata alla committenza della famiglia e al loro programma di autorappresentazione. In questo tipo di opere il simbolo araldico non era solo un segno decorativo, ma una vera dichiarazione di presenza e prestigio sociale. In un’epoca in cui l’immagine pubblica delle famiglie nobili era costruita attraverso architettura, arte e monumenti, lo stemma funzionava come un marchio visivo immediatamente riconoscibile.

Anche dopo la morte di Bartolomeo Colleoni, avvenuta nel 1475, la sua figura continuò a essere celebrata attraverso monumenti e opere artistiche. Uno degli esempi più celebri è la statua equestre dedicata al condottiero a Venezia, realizzata da Andrea del Verrocchio. La scultura è una delle più importanti statue equestri del Rinascimento e rappresenta Colleoni come un comandante fiero e potente, simbolo della sua carriera militare e del prestigio raggiunto.

Cambia il significato e cambia anche la forma

L'immagine illustra il passaggio dello stemma della famiglia Colleoni, da i 3 testicoli a i 3 cuori.

L'immagine illustra il passaggio dello stemma della famiglia Colleoni, da i 3 testicoli a i 3 cuori.

Con il passare dei secoli, tuttavia, il significato dello stemma iniziò lentamente a trasformarsi. Le forme araldiche vennero progressivamente stilizzate e il contesto simbolico originario iniziò a perdersi. Molti osservatori moderni non conoscono più il significato originale del simbolo e interpretano le tre forme rosse semplicemente come cuori. Il colore rosso e la forma arrotondata contribuiscono naturalmente a questa lettura, perché nella cultura visiva contemporanea il cuore è uno dei simboli più diffusi e riconoscibili.

Il risultato è una curiosa trasformazione semantica. Un emblema nato come gioco araldico piuttosto esplicito viene oggi spesso percepito come una composizione di tre cuori stilizzati. Dal punto di vista del design questo rappresenta un caso interessante di reinterpretazione culturale: il segno grafico non è cambiato in modo sostanziale, ma il pubblico lo legge in modo completamente diverso.

Lo stemma dei Colleoni dimostra come il significato di un simbolo non sia mai completamente fisso. Le immagini vivono nel tempo insieme alla cultura che le interpreta. Ciò che nel Quattrocento era un emblema ironico e identitario può diventare, secoli dopo, una figura quasi romantica agli occhi di chi non conosce la sua origine.

In questo senso la storia dello stemma dei Colleoni è anche una piccola lezione di design. Non sempre è necessario ridisegnare un simbolo perché cambi il suo significato. A volte è la storia stessa a fare il lavoro di rebranding.

In copertina: stemma marmoreo della famiglia Colleoni.