cover Carlo Bugatti: il genio del liberty italiano tra esotico e tradizione

Carlo Bugatti: il genio del liberty italiano tra esotico e tradizione

Padre di Ettore, fondatore della casa automobilistica e di Rembrandt scultore maledetto, Carlo fu designer ed ebanista acclamato nel mondo
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Design

Non esiste solo un Bugatti

Carlo Bugatti, Divano. © Gabriele Gogna Antiques since 1959

Carlo Bugatti, Divano. © Gabriele Gogna Antiques since 1959

Nel panorama del design e dell’arte applicata a cavallo tra XIX e XX secolo, Carlo Bugatti emerge come una figura unica, capace di coniugare artigianato raffinato, ricerca stilistica e sensibilità artistica. Nato a Milano nel 1855, Bugatti si affermò inizialmente come ebanista e designer di mobili, ma la sua opera travalica la semplice produzione funzionale, diventando una vera e propria espressione di stile e personalità. La cifra distintiva di Bugatti risiede nella fusione di influenze orientali, medievali e moresche con le tendenze liberty e simboliste europee, creando pezzi che sembrano veri e propri oggetti d’arte. Le sue sedie, tavoli, scrivanie e mobili da esposizione si distinguono per linee sinuose, intarsi raffinati in legno, madreperla e metalli, e per dettagli decorativi che richiamano forme zoomorfe, geometriche o floreali, conferendo agli oggetti un carattere teatrale e visionario. Non a caso, i suoi arredi spesso sembrano sculture da abitare, capaci di trasformare lo spazio in un ambiente immersivo e suggestivo.

Oltre al mobilio, Bugatti si dedicò anche alla progettazione di oggetti decorativi più piccoli, come lampade, specchi e strumenti da scrivania, sempre con la stessa attenzione al dettaglio e alla composizione estetica. La sua influenza fu significativa per l’Art Nouveau italiana e per le generazioni successive di designer, anticipando l’idea che l’oggetto d’uso quotidiano potesse essere anche un’opera d’arte. Il lavoro di Bugatti rappresenta ancora oggi un ponte tra artigianato e avanguardia: ogni pezzo testimonia la cura estrema nella scelta dei materiali, la perizia tecnica e la creatività visionaria che caratterizzano l’intera produzione. In un’epoca in cui il design moderno tendeva alla razionalità, le opere di Bugatti ricordano l’importanza della bellezza, della decorazione e del carattere emotivo degli oggetti, rendendolo una figura imprescindibile per chiunque voglia comprendere la storia del design italiano e la capacità di trasformare l’ordinario in straordinario.

Una famiglia di artisti

Rembrandt Bugatti nel 1910 allo zoo di Anversa.

Rembrandt Bugatti nel 1910 allo zoo di Anversa.

L'ambiente familiare dei Bugatti fu un vero laboratorio creativo: Carlo sposò Teresa Lorioli e dalla loro unione nacquero tre figli: Ettore, Deanice e Rembrandt. Ettore divenne celebre come fondatore dell’omonima casa automobilistica, e la sua visione meccanica ed estetica sembra rispecchiare l’attenzione alla forma e all’arte trasmessa dal padre. Rembrandt, invece, si impose come scultore di animali di grande talento, dimostrando quanto l’atelier paterno fosse fertile di stimoli artistici. Carlo visse e lavorò anche a Parigi, trasferendo il suo studio in Francia all’inizio del XX secolo, e continuò a progettare e creare fino alla tarda età, ritirandosi infine a Molsheim nel 1935, dove morì nel 1940.

Ripercorriamo la vita di Carlo Bugatti

Carlo Bugatti in posa davanti a un armadio rivestito in pelle di cammello, tra il 1856 e il 1940, Museo d'Orsay © DR

Carlo Bugatti in posa davanti a un armadio rivestito in pelle di cammello, tra il 1856 e il 1940, Museo d'Orsay © DR

Nato a Milano nel 1856, Carlo Bugatti ha studiato presso l’Accademia di Brera e successivamente all’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi. Inizia la sua carriera lavorando nello studio dell’ebanista Mentasti a Milano, affinando la sua abilità nella lavorazione del legno e nella creazione di mobili decorati. Durante la sua carriera, Bugatti ha operato tra Italia e Francia, partecipando a numerose esposizioni internazionali: l'Esposizione Italiana di Belle Arti a Londra nel 1888, l'Esposizione Universale di Parigi nel 1890, dove il suo stile riceve ampia risonanza e lo stesso anno apre uno studio, ampliando la sua influenza nel panorama del design europeo e nel 1902 l’Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna di Torino, evento chiave per lo sviluppo dell’Art Nouveau in Italia. Nel 1910 si trasferisce a Pierrefonds, in Francia, mentre nel 1935 si stabilisce a Molsheim, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita.

Carlo Bugatti si spegne a Molsheim nel 1940. Il lavoro di Carlo Bugatti si distingue per l’eclettismo stilistico e per l’uso di materiali esotici come pergamena, rame, ottone, madreperla ed ebano, oltre che per una raffinata attenzione alle decorazioni, spesso ispirate a motivi orientali e moreschi. Bugatti ha influenzato profondamente il design del mobile europeo, creando opere che si pongono tra il movimento Liberty, il simbolismo e il gusto esotico, rendendo ogni sua creazione un capolavoro artistico oltre che funzionale.

Mobili come sculture

Carlo Bugatti, sedia Cobra e scrivania, 1902, struttura in legno, rivestimento in pergamena dipinta, altezza 88,5 cm. Brooklyn Museum. 77.4.

Carlo Bugatti, sedia Cobra e scrivania, 1902, struttura in legno, rivestimento in pergamena dipinta, altezza 88,5 cm. Brooklyn Museum. 77.4.

Tra i pezzi più rappresentativi della sua produzione, spicca lo Scrittoio per signora con sedia (1890), dove la struttura in legno ebanizzato è arricchita da rivestimenti in pergamena, inserti in rame sbalzato, peltro, osso e dettagli decorativi che trasformano l’arredo in un vero oggetto d’arte. All’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa di Torino del 1902, Bugatti presentò un’intera stanza chiamata Snail Room, con un tavolo ed un gruppo di sedie “Cobra” dalle forme sinuose e avvolgenti. Queste sedute, rivestite in carta dipinta e rame, mostrano l’uso innovativo delle curve e della decorazione, andando ben oltre la semplice funzione d’uso. Al Musée d’Orsay sono conservati esempi della sua produzione scenografica — come sedie, lampade e oggetti decorativi — che testimoniano la sua audacia nell’unire cromatismi vivaci, motivi naturalistici e sperimentazioni materiche.

A testimonianza della sua capacità di fondere funzionalità, estetica e sperimentazione decorativa, abbiamo i mobili per la villa di Mosè Levy (1900). Un complesso di arredi sofisticati, in cui l’influenza dell’Art Nouveau si combina con motivi orientali e medievali, creando un insieme coerente e di grande impatto visivo. Il tavolo e la sedia “Chiocciola” (1902), presentati nella Camera a Chiocciola all’Esposizione Internazionale di Torino, rappresentano uno dei massimi esempi della sua inventiva: le linee sinuose e avvolgenti, il gioco di intarsi e metalli e la composizione scultorea trasformano il mobilio in un vero oggetto d’arte da ammirare. La cattedra “Cul-de-Sac”, conosciuta anche come “Sedia dell’Angelo”, è un altro esempio emblematico della sua capacità di coniugare estetica e simbolismo: con forme audaci e dettagli decorativi che rimandano a temi allegorici, la sedia diventa un pezzo unico, capace di evocare suggestioni narrative e poetiche oltre la semplice funzione d’uso. Queste opere illustrano al meglio la cifra distintiva di Bugatti: un design teatrale, visionario e profondamente personale, che trascende il mobile per trasformarlo in scultura funzionale.

L'influenza di Bugatti nel design contemporaneo

Carlo Bugatti, Scrittoio per signora con sedia, 1890.

Carlo Bugatti, Scrittoio per signora con sedia, 1890.

Carlo Bugatti fu uno dei pionieri dell’Art Nouveau e dello Stile Liberty in Italia, segnando una rottura con le convenzioni decorative del suo tempo e aprendo la strada a un design più libero, immaginifico e interdisciplinare. La sua idea di trasformare qualsiasi oggetto, dal mobile alla lampada, in una scultura decorativa influenzò non solo i contemporanei, ma anche generazioni future di designer, che vedono nei suoi pezzi non solo arredi, ma opere capaci di contaminare arte, moda e spazio domestico.

Oggi i mobili di Bugatti sono ricercatissimi dai collezionisti e appaiono in importanti collezioni museali e aste internazionali, mentre la sua influenza continua ad essere riscoperta da creativi contemporanei in occasione di fiere, mostre e progetti editoriali.

In copertina: Dettaglio della veduta di insieme dei mobili Bugatti mell’asta Finarte tenutasi a Roma il 27 maggio 2019. In occasione dell'asta, è stato orchestrato l'arredo dello studio monumentale per una villa fiorentina immediatamente adiacente la città, con troni, sgabelli, scrivanie e librerie © Finarte